Primi sintomi del Parkinson, un programma sul pc li riconosce anche 10 anni prima

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ALZHEIMERMeglio di chiunque altro, conosce le dita, le mani, il loro minimo movimento. Meglio di chiunque altro, tanto da poter rilevare i primi segni della malattia di Parkinson. Sono le caratteristiche di uno strumento ormai d’uso comune modificato e messo a punto da un team del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che ha sviluppato una tastiera di computer in grado di rilevare i primi sintomi della malattia. Il lavoro di questi scienziati americani sono stati pubblicati sul sito internet Scientific Reports del gruppo editoriale Nature. La sintesi dell’articolo in lingua originale è pubblicata qui, sul sito del MIT.

SCOPRE I SINTOMI CON LARGO ANTICIPO

La tastiera in questione è stata equipaggiata con un algoritmo che rileva i primi cambiamenti nel linguaggio del corpo dei suoi utenti. E per prima identifica i modelli di battitura della tastiera ed eventuali microfluttuazioni, annunciando un deterioramento delle capacità motorie. Questi sarebbero rilevabili attraverso il livello e la durata della pressione esercitata sui tasti. Infatti, i ricercatori hanno scoperto che nella maggior parte dei casi, il morbo di Parkinson viene diagnosticato in una fase molto avanzata. Si stima che i sintomi più evidenti, quali tremori, movimenti involontari, rigidità, si verificano da 5 a 10 anni prima della comparsa della malattia, mentre il 70% delle cellule nervose della materia grigia è già distrutta.

L’algoritmo elaborato dal MIT permette di individuare con precisione i primi cambiamenti impercettibili ad occhio nudo. La tastiera è stato testata su una ventina di soggetti, inizialmente per valutare l’impatto della fatica sui modelli di battitura. Un primo gruppo di soggetti ha utilizzato lo strumento di giorno, mentre il secondo l’ha usato di notte, dopo diverse ore di privazione del sonno. I risultati hanno dimostrato l‘ipersensibilità della tastiera. I risultati preliminari di un altro studio condotto su persone malate di Parkinson sembrano andare nella stessa direzione. L’algoritmo è stato in grado di distinguere i modelli patologici tra soggetti sani e quelli malati, ma questi studi coprono pazienti che hanno già sviluppato i sintomi. Saranno necessari ulteriori studi per convalidare questi primi risultati molto incoraggianti.

La diagnosi precoce di presenza di Parkinson è importante perchè oltre che a correggere gli stili di vita e l’alimentazione nel soggetto che sta sviluppando la malattia, il neurologo può somministrare farmaci che possono rallentare la progressione della patologia.

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