Lunga vita dal cacao e dal vino rosso

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VINO.ROSSOUna sostanza che si trova nel cacao e nel vino rosso può proteggere il corpo contro le malattie legate all’invecchiamento, stimolando un antico meccanismo di difesa evolutivo già presente nella piante e che protegge le cellule umane contro i danni. E’ quanto dimostra uno studio condotto dallo statunitense Scripps Research Institute (TSRI). La scoperta dovrebbe dissipare gran parte del mistero e polemiche su come funziona davvero il resveratrolo. “Questa risposta allo stress rappresenta un livello di biologia che è stato in gran parte trascurato. Il resveratrolo risulta attivo a concentrazioni molto più basse di quelle utilizzate in studi precedenti” sottolinea Paul Schimmel, un professore e membro dell’Istituto Skaggs per biologia chimica. “Con questi risultati abbiamo individuato un nuovo meccanismo fondamentale per i noti effetti benefici del resveratrolo” aggiunge l’autore Mathew Sajish, un socio del laboratorio di ricerca Schimmel. La scoperta è riportata su Nature del 22 dicembre.

Il resveratrolo è un composto presente nell’uva, nei semi di cacao, nella fallopia giapponese e in alcune altre piante e si forma in risposta a stress vegetativi, tra cui infezioni, la siccità e la radiazione ultravioletta. Ha attirato un diffuso interesse scientifico ed è diventato popolare negli ultimi quindici anni, da quando cioè i ricercatori hanno provato la sua capacità di estendere la durata della vita e ha impedito il diabete nei topi obesi e ha notevolmente aumentato la capacità di resistenza dei topi normali sottoposti a sforzo. Più di recente, però, gli scienziati hanno mostrato disaccordo riguardo ad alcune dimostrazioni sulla capacità del resveratrolo nella salute umana, mettendo in discussione alcuni dei suoi presunti benefici, in particolare alla luce degli irrealistici alti dosaggi utilizzati in alcuni esperimenti.

IL RESVERATROLO ATTIVA MECCANISMI DI RICOSTRUIZIONE DEL DNA NUCLEARE

Schimmel e Sajish hanno voluto porsi al di sopra della parti. Il laboratorio di Schimmel è noto per il suo lavoro, non sul resveratrolo, ma su una antica famiglia di enzimi, i tRNA-sintetasi. La funzione primaria ed essenziale di questi enzimi è quello di aiutare a tradurre il materiale genetico nei blocchi di amminoacidi che compongono le proteine. Ma, come Schimmel e altri hanno dimostrato, fin dalla fine del 1990, i tRNA-sintetasi hanno acquisito un ampio ventaglio di funzioni nei mammiferi. Si è partiti dalla costatazione di Xiang-Lei Yang, professore TSRI nei Dipartimenti di Fisiologia Chimica e cellulare e Biologia Molecolare ed ex membro del laboratorio di Schimmel, che ha cominciato a trovare funzioni su un tRNA-sintetasi chiamato TyrRS, che collega la tirosina al materiale genetico, in grado di raggiungere il nucleo della cellula: in condizioni di stress sembra assumere un ruolo nella risposta protettiva. Sajish ha osservato che il resveratrolo sembra avere proprietà di stress-risposta molto simili e che somiglia anche alla normale simbiosi tirosina-TyrRS. “Ho cominciato a considerare il TyrRS come un potenziale bersaglio del resveratrolo” spiega.

Per il nuovo studio, Sajish e Schimmel hanno messo TyrRS e resveratrolo insieme e hanno dimostrato (con prove tra cui cristallografia a raggi X) che il resveratrolo ha un’azione davvero imitativa della tirosina, tale da adattarsi perfettamente ne recettore del legame con TyrRS. In caso del resveratrolo, il team ha scoperto, che nel suo legame il TyrRS si allontana dal suo ruolo di traduzione delle proteine e si potenzia verso la funzione nel nucleo della cellula. In questo caso i ricercatori hanno determinato che l’enzima afferra e attiva la proteina PARP-1, che costituisce un’importante risposta allo stress e nella riparazione del DNA, fattore importante che si ritiene abbia influenza sulla durata della vita. Gli scienziati hanno confermato l’interazione in topi iniettati con resveratrolo. L’attivazione del TyrRS di PARP-1 ha portato, a sua volta, all’attivazione di una serie di geni protettivi, tra cui il gene oncosoppressore p53 e geni della longevità FOXO3A e SIRT6.

BASTANO DUE BICCHIERI DI VINO ROSSO AL GIORNO

“Sulla base di questi risultati, non si può escludere che il consumo moderato di un paio di bicchieri di vino rosso (ricco di resveratrolo) darebbe a una persona abbastanza resveratrolo per evocare un effetto protettivo tramite questo percorso” sintetizza Sajish. Lo studioso sospetta anche che gli effetti del resveratrolo che appaiono soltanto ad altissime e irrealistiche dosi possono essere confusi con alcuni risultati preliminari degli studi condotti nel 2000. Perché il resveratrolo, una proteina prodotta nelle piante, sarebbe così potente e specifico da attivare un importante percorso di risposta allo stress in cellule umane? Probabilmente perché fa più o meno lo stesso nelle cellule vegetali, e probabilmente di nuovo attraverso il TyrRS in modo fondamentale alla vita, a causa del sua collegamento con un aminoacido che non è cambiato molto in centinaia di milioni di anni da quando piante e animali presero strade evolutive diverse. “Crediamo che il TyrRS è evoluto per agire come un interruttore di livello superiore o attivatore di un meccanismo di protezione cellulare fondamentale che funziona in quasi tutte le forme di vita” dice Sajish.

Qualunque attività resveratrolo abbia naturalmente nei mammiferi può essere considerato come un esempio del meccanismo dell’ormesi ovvero dell’attivazione di una risposta di tutela della salute ad uno stress naturale. “Pensiamo che questa è solo la punta di un iceberg – conclude Schimmel – Crediamo che ci siano molti più aminoacidi-mimici che possono avere effetti benefici di questo tipo sulle persone. E stiamo lavorando su questo tema”. Schimmel e il suo team sono alla ricerca di molecole in grado di attivare la risposta via TyrRS più potente di quanto faccia il resveratrolo. Anche perché assunto nel vino rosso, il beneficio del resveratrolo è potentemente annullato dai gravi danni indotti dall’alcol che vi è contenuto. E’ importante che per questa ricerca lo Scripps Research Institute è stato finanziato dall’Istituto statunitense per la Ricerca contro il Cancro.

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