Il forte consumo di cannabis aumenta il rischio di cancro ai testicoli

Nel dibattito sulla liberalizzazione della cannabis si inserisce uno studio effettuato su quasi 50mila svedesi. Il parere di Silvio Garattini

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Il dibattito sul consumo di cannabis, che si tratti di hashish o di marijuana, si arricchisce di un ulteriore elemento proveniente dalla ricerca scientifica: il THC è imputato di aumentare il rischio di insorgenza del cancro del testicolo. Almeno relativamente ad un consumo “heavy” ovvero pesante, intendendo una frequenza di assunzione di almeno 50 volte in età giovanile.

Nello studio “Cannabis Use and Incidence of Testicular Cancer: A 42-Year Follow-up of Swedish Men between 1970 and 2011” pubblicato nel novembre 2017 sulla rivista Cancer epidemiology, biomarkers e prevention la relazione diretta tra uso di cannabis e cancro del testicolo è provata, anche se per gli autori la questione deve essere approfondita con ulteriori indagini.

lo studio ha arruolato 49.343 giovani di età compresa tra 18 e 21 anni sottoposti a valutazione per il servizio militare svedese nel 1969-1970 sulla base di un questionario non anonimo che ricava informazioni sull’uso di droghe. I dati sono stati messi in relazione ai tumori testicolari diagnosticati tra il 1970 e il 2011 dai registri sanitari istituzionali. Dei soggetti presi in esame, 135 hanno sviluppato cancro al testicolo.

Le conclusioni sono che “non è stata trovata alcuna prova di una relazione significativa con l’uso ever (un generico ‘sempre’) di cannabis nel corso della vita e il successivo sviluppo del cancro ai testicoli“. Solo il criptorchidismo (la mancata discesa congenita del testicolo nel sacco scrotale) era l’unica variabile significativamente associata allo sviluppo del cancro del testicolo. “L’uso ‘pesante’ di cannabis (definito come uso di più di 50 volte nella vita precedente al questionario, 879 soggetti) è stato associato all’incidenza del cancro del testicolo“. Il fattore di rischio è stato calcolato fino a 16 volte maggiore. “L’uso del tabacco e il consumo di alcol non mostravano evidenza di associazioni significative con il risultato” aggiungono gli studiosi.

Le conclusioni degli autori, benchè nel consumo pesante le statistiche abbiano rivelato una crescita esponenziale del rischio, sono che “l’attuale studio fornisce ulteriori prove alla limitata letteratura precedente che suggerisce che l’uso di cannabis può contribuire allo sviluppo del cancro ai testicoli“. Insomma, una sentenza definitiva è rimandata.

Questo è l’estratto dello studio sugli effetti della cannabis nell’insorgenza del cancro del testicolo effettuato sugli uomini svedesi.

I dati sono stati illustrati anche dal professor Silvio Garattini, studioso fondatore e presidente dell’istituto Mario Negri, nel corso del convegno “Miti e realtà dell’uso di thc e delle dipendenze comportamentali nei giovani” tenutosi presso la Asl Roma 3 di Ostia. Garattini si è scagliato anche contro gli oltre duemila negozi cannabis light ovvero autorizzati a vendere in Italia prodotti a base di Thc seppure depotenziato nel suo principio attivo. (di seguito il video dell’intervista pubblicata sul sito ilfaroonline.it).

Tra gli effetti descritti dalla letteratura medico-scientifica sul consumo di cannabis c’è questo che dimostra come i consumatori abituali siano più esposti ad avere problemi sociali e finanziari, compresi il debito e l’insicurezza alimentare. In quest’altra indagine, invece, viene dimostrata l ’insorgenza di gravi psicosi nei forti consumatori di marijuana.

 

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