Olio extravergine d’oliva “italiano” proveniente dall’estero: sei denunce

Denunciati per frode sei produttori pugliesi che compravano olio in Siria, Marocco, Tunisia e lo spacciavano per "olio extravergine d'oliva 100% italiano"

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Compravano olio proveniente dalla Siria, dalla Turchia, dal Marocco e dalla Tunisia e dopo averlo imbottigliato lo spacciavano per “olio extravergine d’oliva italiano al 100%”. Sei imprenditori italiani sono stati denunciati dal Corpo Forestale dello Stato per i reati di frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, in concorso tra loro. Sequestrato un quantitativo di settemila tonnellate di olio.

FALSO OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA ITALIANO

Questi i primi risultati dell’operazione svolta dal Corpo forestale dello Stato nel brindisino e nel barese su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha visto impegnati, dalla mattina del 3 dicembre, un centinaio di Forestali in perquisizioni, ispezioni e sequestri di lotti riconosciuti come falso olio extravergine di oliva 100% italiano. I Forestali, coordinati dal Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF) di Roma, dal Comando Provinciale di Bari e dalla Sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato della Procura della Repubblica di Bari, hanno effettuato i controlli su molte aziende aventi sede a­ Fasano, Grumo Appula e Monopoli. Ispezionato anche un laboratorio di certificazione con sede a Monopoli. Tra i denunciati figurerebbe anche il titolare dell’azienda Nicola Pantaleo Spa di Fasano (che si dichiara estranea alle accuse e chiarisce in questo articolo la sua posizione giudiziaria).OLIO.FORESTALE

L’indagine trae origine dalla scarsa raccolta della campagna olivicola 2014-2015, definita annus horribilis per il settore oleari. Secondo i dati Ismea la produzione di olio da olive in quella stagione si è attestata intorno alle 235mila tonnellate, in calo notevolissimo rispetto all’anno precedente quando fu di 480mila tonnellate. Gli investigatori del NAF, specializzati nella lotta alle frodi agroalimentari, si sono rivolti all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (CNR – IBBR) di Perugia per stabilire l’origine geografica di molte partite di olio extra vergine di oliva etichettato come “100% italiano”. Per scoprire la frode i tecnici del Corpo Forestale hanno utilizzato la tecnica innovativa del riconoscimento del DNA delle cultivar di olivo presenti nell’olio (analisi molecolare). I risultati delle analisi incrociati con quelli sulla tracciabilità ricavati dai registri informatici hanno permesso di accertare che migliaia di tonnellate di olio ottenuto mediante la miscelazione di oli presumibilmente extravergini provenienti anche da Paesi extra Unione Europea come Siria, Turchia, Marocco e Tunisia venivano venduti sul mercato nazionale e internazionale (statunitense e giapponese) con la dicitura facoltativa 100% italiano, configurando così una frode in danno al Made in Italy. La maxifrode ha interessato un quantitativo di circa settemila tonnellate di olio. Contro il fenomeno dell’italian sounding e la contraffazione del Made in Italy è ferma la posizione della Coldiretti ESPRESSA IN QUESTA INTERVISTA. “Con l’invasione storica di olio di oliva tunisino che ha visto aumentare del 734% le importazioni nel 2015 è necessario difendere dalle truffe il Made in Italy che quest’anno può contare su una produzione da record dal punto di vista qualitativo pari a circa 299 mila tonnellate in aumento rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno” sottolineano dalla Coldiretti.

Le indagini della Forestale continuano e sono mirate anche ad accertare la effettiva natura dell’olio extracomunitario e la sua genuinità. E’ recente la denuncia presso il tribunale di Torino dei proprietari di sette aziende nazionali produttrici di olio venduto per extravergine ma che in realtà non lo era. QUI TROVI I NOMI DI QUELLE AZIENDE