Dieta dimagrante: ecco perchè con la frutta non si placa la fame

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Dietrofront nei convincimenti dietetici “fai da te”: mangiare frutta non riduce il senso di sazietà e, quindi, aumenta il rischio di diventare obesi. Una notizia durissima per chi aspetta l’estate o sfrutta la frutta d’inverno per dimagrire confidando sul presunto effetto-saziante della frutta. Gli scienziati statunitensi, infatti, hanno scoperto da cosa deriva la sensazione di vuoto allo stomaco che rimane anche dopo aver mangiato una macedonia: dipende dalla regione del cervello che regola i livelli di attenzione e, quindi, della sazietà.

LA CONFERMA DALLA RISONANZA MAGNETICA

I ricercatori della University of Southern California nello studio intitolato “Differential effects of fructose versus glucose on brain and appetitive responses to food cues and decisions for food rewards“, hanno accertato che lo zucchero presente in natura all’interno della frutta, il fruttosio, lascia nelle persone la sensazione di fame ed il desiderio di altro cibo.

Ventiquattro volontari sono stati invitati a sottoporsi a due risonanze magnetiche mentre contemporaneamente ingerivano o fruttosio o glucosio. A loro, poi, è stato chiesto di valutare il loro livello di appetito ed il desiderio di cibo mentre venivano mostrate immagini di cibi ad alto contenuto calorico e di prodotti non alimentari. I ricercatori hanno scoperto che coloro che avevano ingerito fruttosio avevano maggiori livelli di fame e di desiderio di cibo rispetto a quelli che avevano ingerito glucosio.
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Gli studiosi, analizzando anche le immagini della risonanza magnetica, sostengono che i risultati suggeriscono che “l’ingestione di fruttosio rispetto al glucosio determina una maggiore attivazione di regioni cerebrali coinvolte nell’attenzione determinando un ritardo nel senso di sazietà favorendo il conseguente comportamento alimentare“.

FRUTTOSIO, C’E’ CHI CONSIGLIA MASSIMO 15 GR AL GIORNO

Il fruttosio si trova comunemente in frutta e verdura, mentre il glucosio (noto anche come lo zucchero circolante nel sangue) può essere trovato nei principali carboidrati come l’amido. Sebbene il fruttosio ed il glucosio abbiano lo stesso valore calorico, sono elaborati in modo diverso dal corpo. Le cellule nel corpo regolano la quantità di glucosio reperibile per produrre l’energia, mentre il fruttosio viene metabolizzato nel fegato e provoca sette volte più danni alle cellule rispetto al glucosio.
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Poiché il fruttosio è spesso usato negli edulcoranti, i ricercatori aggiungono anche che i crescenti livelli di fruttosio nella nostra dieta potrebbero essere un fattore che contribuisce ad incrementare i livelli di obesità in tutto il mondo. “L’obesità è un grave problema nella salute pubblica e gli aumenti del consumo di fruttosio possono essere un fattore importante per l’attuale diffusione dell’obesità” segnala il team di studio.

La terapista nutrizionale inglese Melanie Brown, dell’University of Surrey, Guildford, suggerisce di mangiare non più di 15 g di fruttosio al giorno e di evitare la frutta in succhi, in scatola e secca. Fruttosio o no, resta indiscutibile un fatto: chi è vegetariano in genere vive più a lungo rispetto al resto della popolazione, ed è meno esposto a sviluppare problemi cardiaci e altri disturbi. E non solo: si è più protetti dal cancro colon-rettale e si ha maggiore protezione dal decadimento neurologico.

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