Cancerogeno nelle bevande gassate, è allarme

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COLALe persone che consumano una o più lattine di cola al giorno si espongono ad un potenziale cancerogeno. L’allarme arriva da un nuovo studio dal titolo “Popular Soda Ingredient Poses Cancer Risk to Consumers condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. L’ingrediente, 4-metilimidazolo (4-MEI) – un possibile cancerogeno per l’uomo – si forma durante la produzione di alcuni tipi del color caramello. Il colorante Caramello è un ingrediente comune delle cole e di altre bevande analcoliche scure.

UNA REALTA’ DIFFUSA IN USA, MENO IN ITALIA

I consumatori di bevande analcoliche sono esposti a un rischio di cancro evitabile e inutile per colpa di un ingrediente che viene aggiunto semplicemente per fini estetici” dichiara Keeve Nachman, autore senior dello studio. Sulla base di un’analisi delle concentrazioni di 4-MEI in 12 diverse bevande analcoliche in testa ai consumi registrati negli USA dal Consumer Reports 2014, i ricercatori hanno stimato l’esposizione a 4-MEI e modellato il potenziale rischio di cancro relativo a livelli di consumo giornaliero della bevanda in quel Paese. “Questa esposizione non necessaria costituisce una minaccia per la salute pubblica e solleva domande circa l’uso continuato di colorante caramello nelle bevande” sostiene Nachman della divisione Futuro Vivibile (CLF) dalla Johns Hopkins.

I risultati, che sono stati pubblicati online sulla rivista PLoS One sotto il titolo “Caramel Color in Soft Drinks and Exposure to 4-Methylimidazole: A Quantitative Risk Assessment” hanno indicato che i livelli di 4-MEI possono variare notevolmente tra i campioni, anche per lo stesso tipo di bevanda. Mentre non vi è attualmente alcun limite federale per 4-MEI nel cibo o bevande, il Consumer Report ha lanciato una petizione diretta alla Food and Drug Administration lo scorso anno per impostare limiti d’uso del potenziale cancerogeno. “Questa nuova analisi sottolinea la nostra convinzione che le persone consumano notevoli quantità di bevande che elevano inutilmente il rischio di cancro nel corso della vita”conclude Urvashi Rangan, direttore esecutivo per Consumer Reports Center per la sicurezza alimentare e la sostenibilità

Va detto che in Italia il consumo di queste bevande è notevolmente inferiore che negli Stati Uniti ma i risultati di queste indagini scientifiche impongono comunque una seria riflessione sulla loro produzione e sul cosa far bere soprattutto ai giovani. Secondo Assobibe della Confindustria, in Italia si consumano quasi 5 miliardi di litri annui di bevande analcoliche, di cui 3 miliardi di litri circa di bibite gassate. La media di consumo individuale è di 53 litri anno, ben al di sotto della media europea che si colloca intorno ai 96 lt/anno. Nel comparto delle sode (a base di carbonato) si conferma il primato delle cole che rappresentano oltre 50% del totale volumi della categoria; le cole hanno contenuto le perdite di volume rispetto alle altre bibite e sono in grado di esprimere i migliori prezzi di realizzo €/litro. Il secondo segmento più importante a volume nel comparto delle bibite gassate è rappresentato dalle aranciate che nelle varie versioni (dolce, amara, rossa e senza zucchero) vale poco meno del 20% del totale sode. Seguono le bibite lemon-lime e gassose al limone , i chinotti e poi gli altri gusti. Aperitivi e toniche nell’assieme contano il 3,5% a volume, ma quasi il doppio a valore.

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