Novità sull’Alzheimer: speranze dall’aducanumab

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SMEMORATOPer ora la notizia è esclusivamente conseguente ad una comunicazione da parte dell’azienda che produce il farmaco. Manca il credito ufficiale delle autorità sanitarie statunitensi ma, trattandosi di un presidio terapeutico importante per una patologia estremamente diffusa e grave, l’Alzheimer, merita di essere comunque lanciata: la Biogen Idec ha annunciato di aver superato con successo le prime due fasi di sperimentazione di un farmaco in grado di trattare il morbo di Alzheimer. Secondo il risultato delle prove, il farmaco è stato in grado di rallentare il declino cognitivo tra i partecipanti dello studio.

L’ADUCANUMAB SGRETOLA L’AMILOIDE

Il nuovo farmaco chiamato aducanumab agisce riducendo la formazione delle placche di amiloide nel cervello. Gli esperti ritengono che l’Alzheimer sia appunto causata da queste placche encefaliche (che si cerca di sgretolare anche sperimentando l’azione degli ultrasuoni) e che svolgano un ruolo importante nello sviluppo della malattia. Con aducanumab, i partecipanti alla sperimentazione hanno dimostrato il rallentamento della compromissione clinica causata dall’Alzheimer. Dopo una prima fase su 56 pazienti con Alzheimer moderato, la fase due della sperimentazione ha coinvolto 166 persone con lieve a grave malattia. Secondo Biogen Idec, il risultato positivo dello studio ha portato l’azienda ad avviare immediatamente la fase tre di prova. Ribadiamo che, al momento, non sono state rintracciate pubblicazioni universitarie o centri di riferimento clinico-scientifico autorevoli. Informazioni più dettagliate possono essere recuperate anche su questo forum statunitense dedicato all’Alzheimer.
Durante la sperimentazione clinica, i 166 partecipanti hanno ricevuto la dose più alta del farmaco. Dopo il periodo di studio, la maggior parte dei partecipanti ha mostrato un miglioramento nella loro condizione rispetto a quelli che ricevono un placebo: il 60% li ha dimostrati clinicamente, il 55% anche attraverso scansioni strumentali. Lo studio ha anche dimostrato che il farmaco era sicuro da usare da esseri umani. La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza. Non c’è attualmente nessun farmaco in grado di trattare questa patologia e gli esperti stanno ancora cercando di capire come si sviluppa e come si può almeno rallentare. La nuova sperimentazione dell’ aducanumab sta iniziando e si concluderà per la fine del 2016.

IL COMFORT A CASA

Per un malato di Alzheimer, di demenza senile o di Parkinson è importante ricevere la giusta assistenza in casa ma anche ritrovare tra le mura domestiche elementi di comfort e di sicurezza. Per questo spesso si ricorre all’impiego di ausili sottovalutati fino al momento della diagnosi. E’ il caso delle poltrone motorizzate alzapersone. Ce n’è una gran varietà sul mercato.  Si può passare dalla Poltrona relax alzapersona elettrica da salotto beige dalla foggia che ben si adatta a qualsiasi tipo di arredamento, alla più confortevole Goldflex – Poltrona Mod. Good Relax, 2 MOTORI reclinabile per ANZIANI o DISABLI con sistema ALZAPERSONA, e KIT 4 RUOTE Piroettanti e Frenanti, Poltrona Trasportabile e Movibile, MANIGLIONE spingi persona e Telecomando IVA AGEVOLATA al 4% – reclinazione schiena / gambe indipendente fino alla più robusta Goldflex – Poltrona Mod. Jamaica, motorizzata CLASSICA RELAX, a 2 MOTORI: reclinazione schiena / gambe indipendente – Modello MICROFIBRA con TELECOMANDO E ALZAPERSONA – ROBUSTA, CERTIFICATA CE indicata anche per “taglie forti”.

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