Mal di schiena: il futuro è nelle staminali di cellule adipose

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Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, l’80% della popolazione nel corso della vita è soggetta al mal di schiena dipendente quasi sempre dallo stato di deterioramento dei dischi intervertebrali. Una scoperta fatta in Francia, potrebbe da qui a prestissimo cambiare la vita di chi ne soffre.

UN AIUTO DALLE CELLULE STAMINALI

Gli studiosi dell’Inserm (istituto nazionale della salute e della ricerca sanitaria francese) sono riusciti a trasformare le cellule staminali adipose in cellule che potrebbero essere in grado di sostituire i dischi danneggiati. il loro lavoro è stato pubblicato sulla rivista Cell con il titolo “TGF-β1 and GDF5 Act Synergistically to Drive the Differentiation of Human Adipose Stromal Cells toward Nucleus Pulposus-like Cells”.

Quasi in un caso su due (esattamente nel 40%) i nostri mal di schiena sono dovuti ad un degrado irreversibile dei dischi intervertebrali che costituiscono un “cuscinetto” tra le vertebre e che così danneggiati non possono giocare il loro ruolo di ammortizzatori. Portare dei pesi, lo sport, i movimenti ripetitivi, le torsioni, l’obesità, una postura scorretta come quella imposta dai tacchi alti sollecitano costantemente la nostra colonna vertebrale. Così, nel corso del tempo i dischi intervertebrali si consumano, si danneggiano e non possono più svolgere il loro ruolo di ammortizzatori. Una delle prime raccomandazioni degli ortopedici in chi soffre di mal di schiena è quella di ridurre peso con diete e attività motoria delicata. Benchè queste condizioni abbiano un esordio lento e graduale, si traducono ben presto in dolore nella zona in cui i dischi sono danneggiatiMALDISCHIENA

I ricercatori dell’Inserm, sotto la responsabilità di Jerome Guicheux (Inserm Unità 791 “Laboratorio di ingegneria osteo-articolare e dentale” di Nantes) sono riusciti a trasformare le cellule staminali in cellule adipose che potrebbero essere in grado di ripristinare i dischi danneggiati. Un’operazione che si inserisce nel settore sempre più esplorato della Medicina rigenerativa.

Gli studiosi nel loro esperimento sono riusciti a coltivare in vitro cellule molto simili alle cellule “polpose” specifiche per i dischi intervertebrali in soli 28 giorni combinando i due fattori di crescita noti come TGF-beta e GDF5. “Il protocollo è riuscito con successo senza distinzione di età e di peso dei pazienti“, spiega Jerome Guicheux, autore principale di questo lavoro. Per ora, queste cellule non sono in grado di sopravvivere quando sono reimpiantate nel disco intervertebrale danneggiato, ma questo lavoro di medicina rigenerativa ora permette ai ricercatori di considerare il prossimo passo prima della fase clinica: testare l’efficacia terapeutica di queste cellule innovative in un modello animale contraddistinto da forme di patologia degenerativa rilevante dei dischi vertebrali.

IN QUESTA PAGINA puoi leggere l’estratto dello studio in inglese.

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