Effetti del botulino: la tossina viaggia fino al midollo ed al cervello

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BOTOXState pensando di affrontare l’estate più giovani e “distesi”? Volete rivolgervi ad uno specialista per “ritoccare” i segni del tempo? Bene, prima di farlo ragionate su una notizia che sta facendo il giro del mondo: la tossina botulinica usata nella medicina estetica per “spianare” le rughe migra anche nel cervello e nel midollo spinale.

IL “VIAGGIO” DEL BOTULINO

Cosa diventa e dove si localizza la tossina botulinica del Botox una volta iniettato nel corpo? Ebbene, si ritrova nel cervello o anche nel midollo spinale. Questi sono i risultati di uno studio, condotto da un team di ricercatori australiani, francesi e inglesi e pubblicato sul Journal of Neuroscience con il titolo “Control of Autophagosome Axonal Retrograde Flux by Presynaptic Activity Unveiled Using Botulinum Neurotoxin Type A” . Gli scienziati (operativi presso il Queensland Brain Institute, l’UQ’s Australian Institute for Bioengineering and Nanotechnology, the UQ School of Chemical Engineering, the CSIRO e gruppi degli Usa, di Francia e Gran Bretagna) sono stati in grado di seguire il percorso delle ben note molecole all’interno del corpo attraverso una tecnica di microscopia elettronica avanzata.
Così, secondo i loro risultati, il Botox iniettato da chirurghi estetici per la lotta contro le rughe, emigra attraverso i nervi fino a raggiungere il sistema nervoso centrale.
Nonostante questa scoperta, gli scienziati non si mostrano particolarmente allarmisti. Pertanto sostengono che l’uso di questa pratica in medicina estetica non sarebbe preoccupante. Frédéric Meunier, co-autore dello studio, sostiene: “il Botox è un trattamento sicuro impiegato da oltre 20 anni. Non genera effetti collaterali, a parte la paralisi locali, ed è un ottimo farmaco per il trattamento di malattie che provocano iperattività muscolare“. Ovviamente il suo riferimento è all’uso terapeutico della tossina botulinica e non si sofferma sul rapporto “qualità dei risultati-prezzo individuale” del suo ricorso nella medicina estetica, anche se c’è chi ne propone l’impiego persino per contrastare l’iperidrosi ovvero il fastidioso fenomeno dell’eccessiva sudorazione. Al contrario “scoprire come questa tossina altamente attiva viaggia verso il sistema nervoso centrale è di vitale importanza, perché questo percorso è anche impiegato da altri agenti patogeni come il West Nile o il virus della rabbia. Una comprensione dettagliata di questo percorso consentirà di produrre nuovi trattamenti per alcune di queste malattie” evidenziano gli autori.

Già nel 2007 Yuri Bozzi e Matteo Caleo, ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze del C.N.R. di Pisa, dimostrarono con sperimentazioni su topi l’effetto antiepilettico della tossina botulinica, ulteriore dimostrazione dell’azione che questa sostanza ha sul cervello.

NEI TOPI PUO’ CAUSARE DANNI IRREPARABILI

I pericoli del Botox per il cervello al momento sono stati messi in evidenza solo sui topi, come sostiene il neurologo Jacques Hugon sul sito dell’Obs: “l’unico studio notevole che io conosca la dice lunga sugli effetti della tossina botulinica: quando il prodotto è iniettato direttamente nei ventricoli cerebrali del cervello di topo, uccide a dosi elevate“.

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