Doping nello sport: l’elenco dei prodotti più usati

0
3954

Il 4% degli atleti italiani sottoposti ai controlli antidoping è risultato positivo. Negli uomini le sostanze dopanti più diffuse sono gli anabolizzanti, nelle donne diuretici e corticosteroidi.

DEIDROEPIANDROSTERONE E TESTOSTERONE I PIU’ PRESCRITTI

Sono alcuni degli elementi che emergono nella relazione del Ministero della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive.

Dall’analisi dei dati relativi alle preparazioni galeniche dichiarate dai farmacisti nel 2014, risulta un aumento delle preparazioni allestite in farmacia. Si conferma, inoltre, come anche nel corso del 2014 le sostanze maggiormente prescritte siano quelle appartenenti alla classe dei diuretici ed agenti mascheranti (S5), a quella degli agenti anabolizzanti (S1) ed alla classe degli stimolanti (S6). Queste classi di principi attivi rappresentano da sole circa il 73% del totale delle dichiarazioni rilasciate dai farmacisti. Tra questi principi attivi, i più utilizzati nel periodo 2007-2014 sono stati il deidroepiandrosterone ed il testosterone (agenti anabolizzanti).DOPING

Fino al 2 agosto 2011 la sostanza dopante più venduta era la fendimetrazina: inserita nella Tabella I delle sostanze stupefacenti o psicotrope soggette alla vigilanza e al controllo, è crollata nelle vendite. Per contro, fino al 2013, la pseudoefedrina (considerata doping quando rilevata nelle urine in concentrazioni superiori a 150mcg/ml) non era tra i principi attivi più diffusi e lo è diventato: nel 2014 rappresenta il secondo principio attivo maggiormente dichiarato (716 dichiarazioni) dopo il deidroepiandrosterone (790 dichiarazioni).

PIU’ DI 1400 ATLETI CONTROLLATI

Nel corso degli eventi sportivi tenutisi nel 2014 sono stati sottoposti a controllo antidoping 1.427 atleti, di cui 976 maschi (68,4%) e 451 femmine (31,6%). Il 27,2%, ovvero 388, degli atleti sono stati esaminati su specifica richiesta del Comando Carabinieri per la tutela della salute NAS. Le discipline sportive maggiormente testate sono state il ciclismo, l’atletica leggera, il nuoto ed il calcio, nelle categorie amatoriali e giovanili. Complessivamente sono risultati positivi 58 atleti, pari al 4,1% di quelli sottoposti a controllo. E’ stata rilevata una sostanziale differenza di genere tra gli atleti risultati positivi: si osserva infatti che la percentuale di positività è pari al 5,1% tra gli uomini e all’ 1,8% tra le donne. La differenza di genere emerge anche per quanto riguarda l’età media degli atleti risultati positivi (43 anni è la media): 43,7 anni per gli uomini, 39,1 per le donne. Gli atleti di sesso maschile sono risultati positivi soprattutto agli agenti anabolizzanti (26,7%, classe doping S1) ed ai diuretici (19,8%, classe doping S5). Le 15 atlete risultate positive hanno assunto diuretici (66,7%, classe doping S5), corticosteroidi (20,0%, classe doping S9), β-2 antagonisti (6,7%,classe doping S3) e cannabinoidi (6,7%, classe S8). Questo il dettaglio del report dei Nas relativo al primo semestre 2014.

Sulla base delle dichiarazioni rese ai controlli, 1040 atleti (72,9% del totale) hanno dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici (compresi i prodotti omeopatici) e prodotti salutistici in genere (vitamine, sali minerali, aminoacidi, integratori) e 387 atleti (27,1%) hanno dichiarato di non aver assunto alcun prodotto. In qualche caso la positività è emersa anche per l’uso di farmaci contro l’allergia.

Per rafforzare le iniziative di lotta e prevenzione del doping realizzate anche con la collaborazione operativa del Comando Carabinieri per la tutela della salute, è stato varato un nuovo progetto di formazione denominato “Master per Ispettore Investigativo Antidoping–NAS” in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità: il Progetto è finalizzato alla formazione di 60 ufficiali e sottoufficiali provenienti da tutte le regioni italiane, designati dal Comando generale, e si articolerà in due corsi.

Questo il testo completo della relazione del Ministero della Salute.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here