Farina di polenta contaminata da micotossine ritirata dal commercio

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Fumonisine, ovvero micotossine “possibili agenti cancerogeni per l’uomo”, trovate oltre i limiti consentiti dalla legge. E’ questa la motivazione che ha portato al ritiro dal mercato della Farina di mais gialla bramata venduta con il marchio “La Bresciana”.

LOTTO E SCADENZA DELLA POLENTA LA BRESCIANA

La farina di mais bramata per polenta “La Bresciana” sequestrata per eccesso di micotossine

Il provvedimento è stato disposto dal Ministero della Salute e riguarda il lotto 0810016 con scadenza  30-11-2017 delle confezioni da un kg prodotto dal molino bresciano di Coffinardi Giuseppe & C. di Azzano Mella in provincia di Brescia.  Il motivo del richiamo è, testualmente, “Fumonisine oltre i limiti previsti dal Regolamento CE n. 1881/2006”. Chi l’avesse acquistato è pregato di non consumarlo e riportarlo al rivenditore. QUESTO E’ L’ALLARME lanciato dal Ministero della Salute.

COSA SONO E DOVE SI TROVANO LE FUMONISINE

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le fumonisine “sono prodotte da funghi del genere Fusarium, soprattutto F. verticilloides e F. proliferatum. Le fumonisine attualmente studiate sono la Fumonisina B1, B2 e B3. Il cereale più frequentemente contaminato da queste tossine è il mais, ma la tossina è stata ritrovata anche nel sorgo e, a livelli modesti, nella birra e nel cacao. I requisiti minimi per la produzione di fumonisine da parte dei diversi tipi di funghi sono caratterizzati da una temperatura ottimale di crescita del fungo produttore pari a 25°C e da valori di acqua libera (Aw) compresi tra 0.90 e 1. Da un punto di vista epidemiologico non sussiste ancora una correlazione diretta tra incidenza di tumore esofageo e consumo di mais contaminato da fumonisina, anche se la maggior parte degli studi propende per una possibile interrelazione. Studi di tossicità sugli animali evidenziano che il fegato è un organo bersaglio in tutte le specie studiate e il rene solo per alcune di esse. Nei cavalli il consumo di mais contaminato da fumonisina è collegato alla leucoencefalomalacia. Il Comitato Scientifico per l’Alimentazione (SCF) ha stabilito nel 2003 un livello massimo di esposizione giornaliera alle fumonisine (Tolerable Daily Intake – TDI) di 2 µg/kg di peso corporeo. Nel 1993 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha classificato la Fumonisina B1 nel Gruppo 2B, cioè come “possibile agente cancerogeno per l’uomo“.

Non è la prima volta che si provvede al rituro di prodotti contaminati da micotossine. L’allarme è scattato in QUESTO CASO legato ad un marchio molto noto, quello di Conad. QUESTO SEQUESTRO maxi operato dalla Forestale ha fatto sensazione in Italia. Come dimostra QUESTO ARTICOLO non è infrequente che i cereali siano contaminati da micotossine è per questo il Ministero, come spiega QUESTA NOTA, ha intrapreso una campagna più serrata di controlli.

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