Yoga, tutti i benefici per la salute

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YOGA1Che lo yoga facesse bene alla mente era una certezza millenaria. Ora la scienza ha dimostrato che fa bene anche al corpo: agisce sulla massa corporea, sul colesterolo e sulla pressione arteriosa.

E’ una ricerca condotta congiuntamente da autori di Harvard e dal Centro Erasmus, Rotterdam, a confermare che la pratica dello yoga è associata ad un significativo miglioramento dei parametri cardiovascolari: la pressione sanguigna, il colesterolo, la frequenza cardiaca. Riguardo agli aspetti cardiaci, lo yoga è stato particolarmente associato ad una riduzione di episodi di aritmia, mentre, con lo stesso spirito, la tai-chi valutata nello scompenso cardiaco, si è dimostrata efficace come rieducazione terapeutica.

A questo si aggiunge l’utilità evidenziata ripetutamente in varie patologie con una componente autoimmune, tra cui le Malattie infiammatorie croniche intestinali MICI. “Nel 2005, un suggerimento era stato proposto riguardo allo yoga nella prevenzione secondaria della malattia coronarica”, affermano gli autori. “Ma mancava uno studio randomizzato che soddisfacce i criteri di inclusione”. Successivamente sono arrivate le prove attraverso i risultati pubblicati sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology riguardanti 32 studi randomizzati e controllati. Nei nuovi trial di Harvard e del Centro Erasmus di Rotterdam si conclude che “lo yoga mantiene la promessa di migliorare la salute cardio-metabolica”. Qualunque sia il meccanismo d’azione, la yoga “ha il potenziale per essere prezioso nel rapporto costo-beneficio nel trattamento e nella prevenzione cardiovascolare”, dicono gli autori.

LE EVIDENZE EMERSE DALLO STUDIO

I soggetti inclusi nell’indagine sono stati 2.768 dall’età media di 50 anni. La durata di questi studi andavano da 3 fino a 52 settimane, con una media di 12 settimane. Tra gli esaminati, il 32% su soggetti sani, il 22% con fattori di rischio cardiovascolare, il 27% su diabetici o soggetti con sindrome metabolica, e sul 13% in pazienti con sofferenza coronarica.

Per quanto riguarda il tipo di yoga, gli autori affermano che si trattava di asana yoga (una disciplina di ginnastica posturale) e che sono state effettuate restrizioni sulla frequenza o sulla durata degli esercizi.

Nei soggetti che lo praticavano come esercizio fisico, lo yoga ha dimostrato un’associazione con riduzioni significative dell’Indice di Massa Corporea BMI, della pressione arteriosa sistolica PAS, del colesterolo LDL e un aumento del colesterolo HDL. Tutti questi parametri sono stati considerati criteri principali. Anche un certo numero di parametri secondari è migliorato: il peso, la pressione arteriosa periferica, il colesterolo totale e la frequenza cardiaca.

MECCANISMI D’AZIONE SULL’ORGANISMO

Per quanto riguarda la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata, tuttavia, nessun miglioramento significativo ma solo tendenziale è stato associato con la pratica dello yoga. Infine, e questo è forse il risultato più eloquente: nessuna differenza significativa per qualsiasi parametro, è emersa tra soggetti che praticano lo yoga e atleti che fatto sport. In altre parole, lo yoga e l’esercizio fisico si equivalgono rispetto ai parametri cardiovascolari, con la differenza sostanziale che un certo numero di persone è in condizioni di poter praticare lo yoga, ma, per esempio, non il ciclismo o altre attività performanti. “Non c’era alcuna differenza tra gli esercizi tradizionali e lo yoga per quanto riguarda il cambiamento di fattori di rischio – sottolineano gli autori – e questo suggerisce una simile efficacia nelle due forme di attività fisica, e forse i meccanismi di base sono anche simili”. Secondo i ricercatori l’azione dello yoga si esprimerebbe nella modulazione dell’attività del sistema nervoso simpatico e del parasimpatico.

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