Wi-fi, un pericolo per la salute umana: ecco i “No wi-fi days”

Il 29 e 30 aprile spegniamo i wi-fi: le onde di radiofrequenza rappresentano un pericolo per la salute umana  come testimoniato da innumerevoli studi 

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Le onde di radiofrequenza del wi-fi rappresentano un pericolo per la salute umana  come testimoniato da innumerevoli studi, come spiega bene QUESTO ARTICOLO. Per questo motivo sabato 29 e domenica 30 aprile in Italia si terrà il ‘No Wi-Fi Days’, in concomitanza con l’Internet Day per la presentazione del Piano Banda Ultra Larga e con i festeggiamenti promossi dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel 30° anniversario dello sbarco del Web in Italia.

LIMITARE L’USO DEL WI-FI PER IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

L’iniziativa simbolica vuol promuovere l’assunzione di un atteggiamento di maggiore consapevolezza da parte della popolazione italiana digitalizzata sull’utilizzo delle nuove tecnologie senza fili, invitando per due giorni i cittadini a spegnere il segnale della connessione Wi-Fi, a fronte dell’indiscriminato aumento di gravi patologie, sintomi di malessere e migliaia di studi medico-scientifici che attestano l’elevata pericolosità delle radiofrequenze emesse dai nuovi dispositivi tecnologici, oramai ubiquitari. WIFI1

La proposta nasce dall’idea del ‘Comitato Promotore No Wi-Fi Days (una ventina di onlus, coordinamenti e associazioni trasversali italiane) per sensibilizzare Governo, Regioni ed amministrazioni locali sui rischi per la salute umana e il Pianeta derivanti dalle connessioni Wireless, richiamando l’adozione di politiche più cautelative ispirate al Principio di Precauzione, contenuto nella Risoluzione 1815/2011 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

LA DOCUMENTAZIONE SUI RISCHI

Nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato la radiofrequenza come ‘possibile cancerogeno per l’Uomo, inserendola in Classe 2B e riguarda tutta la radiofrequenza, compreso il segnale Wi-Fi. Nel 2012 QUESTO STUDIO pubblicato sul British Medical Journal sottolinea un aumentato rischio di glioma per esposizione alle radiofrequenze (cellulare). Due epidemiologi svedesi, Hardell e Carlberg, con QUESTA INDAGINE nella quale si evidenzia una crescita di tumori al cervello ed all’apparato uditivo, hanno chiesto all’OMS una classificazione della radiofrequenza come ‘probabile cancerogeno per l’Uomo, ovvero da inserire in Classe 2°. Il Gruppo Bionitiative è una rete internazionale composta da 30 gruppi di ricerca. Prende in esame 1800 nuovi studi sui CEM a bassa intensità (emesse dalla tecnologia wireless). Conclusioni: chiare evidenze sulla maggiore vulnerabilità dei bambini e delle gestanti (come segnala QUESTA RICERCA); possibile fattore di rischio per iperattività, disturbi dell’apprendimento, disturbi comportamentali e autismo (bambini); aumentato rischio per tumore al cervello (bambini e adulti); malattie neurologiche degenerative (es. demenza precoce); leucemia (bambini e adulti); anormale trascrizione dei geni; genotossicità; neurotossicità negli uomini e negli animali; danno alla morfologia e motilità dello sperma. QUI TROVI la letteratura scientifica di riferimentoNO.WIFI

L’APPELLO AL GOVERNO

L’appello del ‘Comitato Promotore No Wi-Fi Days’ chiede:

1) Al Governo italiano di adottare valori di emissione elettromagnetica che minimizzino il rischio da inquinamento elettromagnetico per la salute umana, promuovendo gli standard di sicurezza per i campi elettromagnetici basati sulle evidenze biologiche, con un limite di esposizione che per le radiofrequenze è già stato individuato dal Gruppo Bioinitiative e dalla Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS) in 0,6 V/m e di 0,2 V/m come obiettivo di qualità2) L’adozione di politiche governative, regionali e territoriali di tutela della salute pubblica finalizzate alla protezione della popolazione e dell’ambiente, vietando l’installazione di reti Wi-Fi negli asili e nelle scuole frequentate da bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni; nei luoghi di cura e negli ospedali; nonché in tutti quei luoghi ove operano professionisti il cui lavoro richiede concentrazione e precisione, come le sale operatorie. 3) Di adottare politiche di cultura digitale ispirate al Principio di Precauzione, protese cioè al cablaggio in fibra ottica della rete (cioè fruizione di Internet via cavo) ovvero di sostenere investimenti pubblici per una connettività più efficiente e completamente sicura per la salute umana e del pianeta. 4) L’obbligo di trasparenza per gli enti predisposti alla tutela della salute pubblica ad assumere le proprie valutazioni del rischio sulla radiofrequenza e Wi-Fi, selezionando gli studi scientifici indipendenti, escludendo per conflitto d’interessi quelli finanziati dall’industria delle telecomunicazioni o da fondazioni/enti no-profit finanziati dalla stessa.

2 COMMENTS

  1. E’ una bufala, il WiFi non fa assolutamente niente. Non esiste uno studio che uno a dimostrare che fa male. Ma in Italia c’è gente che crede a tutto.

    • All’interno dell’articolo troverà i link che rimandano agli estratti delle ricerche scientifiche condotte sul tema

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