Violenza sulle donne: calano le denunce, un corso per formare gli operatori. Il caso Ostia

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25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza alle donne (voluta dall’Onu, IN QUESTA PAGINA trovi tutte le iniziative in programma): in Italia a quella data nel 2016 si contano 116 femminicidi e (dati Istat) circa due milioni e mezzo di donne vittima di prepotenze e di amore molesto da parte degli uomini.

Di fronte a questi numeri all’universo rosa non resta che una difesa, quella di denunciare e di affidarsi alla Giustizia. Purtroppo, l’esperienza indica che la fiducia verso la legge sta diminuendo. Ad attestarlo è l’esperienza dello sportello antiviolenza “Codice Rosa” all’interno dell’ospedale “G.B. Grassi” di Ostia, tra i primi servizi a nascere (nel 2014) nel Lazio, indispensabile per frenare l’escalation di botte e prepotenze verso le donne che troppo spesso sfociano in femminicidi.

TRE CASI RACCAPRICCIANTI

Sorto sull’onda emotiva di gravissimi fatti di sangue avvenuti sul litorale romano (18 aprile 2013 Michela Fioretti perseguitata dall’ex marito viene inseguita dall’uomo in auto e la uccide suicidandosi a sua volta, 2 maggio 2013 Alessandra Iacullo è ammazzata a coltellate in mezzo alla strada lontana da testimoni, 3 febbraio 2014 Chiara Insidioso Monda è massacrata di botte dal fidanzato riportando traumi che l’hanno ridotta ad una vita vegetativa), quello sportello però è in cerca di rilancio e di potenziamento attraverso una rete fatta di addetti alle forze dell’ordine, servizi sociali, medici e infermieri.

Il 26 novembre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
Il 26 novembre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

E’ in crisi, infatti, quel servizio pilota indicato tra le eccellenze della sanità laziale. I numeri della “crisi” della rete di protezione della donna dalla violenza a Ostia e dintorni, quasi sempre tra le mura di casa, sono evidenti: nel 2014, quando lo sportello è entrato in piena operatività, i casi trattati sono stati 180, nel 2015 gli accessi si sono ridotti a 130 e nel primo semestre del 2016 sono stati 60, saliti a 101 alla data del 2 novembre. «Nonostante la percentuale di donne che riporta contusioni con prognosi superiori ai 15 giorni sia largamente la maggioranza – riassume Rosaria Forte, coordinatrice del “Codice rosa” – quelle che si rivolgono a noi sono meno della metà. E di queste la quasi totalità abbandona il percorso dopo il primo colloquio. Perchè questa riduzione di richieste d’aiuto? Credo che dipenda da un calo di tensione sociale sul tema».


Ed è per riaccendere interesse ma, soprattutto, per potenziare la rete di soccorso alle donne vittime di violenza che il 7 novembre inizia un corso di formazione per sessanta operatori. Gli incontri, tenuti da personale altamente specializzato, si terranno nell’aula “Sinibaldi” dell’ospedale di Ostia.

COME FUNZIONA E CHI COLLABORA

Il corso nasce da una iniziativa promossa da Daniela Sgroi, del Dipartimento Cure Primarie e Integrazione Socio-sanitaria della Asl Roma 3 e organizzato da Maria Rosaria Forte in collaborazione con Monica Vaillant. Saranno 60 gli operatori iscritti in questa seconda edizione. «L’obiettivo – spiegano gli organizzatori – è quello di formare gli operatori socio-sanitari nella costruzione e implementazione di una rete territoriale antiviolenza, attraverso l’attivazione di procedure che siano in grado di sostenere concretamente le donne nei loro percorsi d’uscita dalla violenza. Per questo è rivolto a tutti gli operatori, medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, che quotidianamente accolgono e assistono donne vittime di violenza o che in qualche modo nella loro operatività, possono venire a contatto con donne che subiscono maltrattamenti familiari. E’ rivolto inoltre a carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, con i quali già da due anni il personale sanitario dello sportello ha costruito un rapporto di collaborazione e di intervento».


Il “Codice Rosa“ gestito dall’associazione “Differenza Donna” in collaborazione con il Servizio Sociale garantisce l’anonimato, salvo diversa decisione della stessa, alla persona che vi accede indipendentemente dalla sua nazionalità, etnia, religione, orientamento sessuale, stato civile, credo politico e condizione economica. Lo sportello antiviolenza è attivo per tutti gli accessi di pronto soccorso ma è aperto anche tre volte a settimana (lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 10 alle ore 13) a chi ne faccia richiesta.

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