Truvada, l’antiretrovirale HIV da assumere prima e dopo il rapporto a rischio

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Daily Antiretroviral Pill Found To Protect Healthy From AIDS TransmissionCompresse preventive anti-HIV per tutti? Questa potrebbe essere la prossima pagina nella storia dell’AIDS. C’è molta attesa per i risultati conclusivi dell’indagine ANRS Ipergay condotta dai ricercatori francesi e canadesi nell’ambito dello studio strategico PrEP (pre-esposizione), o trattamento preventivo delle malattie, in via di presentazione alla Conferenza sui Retrovirus e sulle infezioni opportunistiche a Seattle, negli Usa. Su questo sito tutte le valutazioni finali in francese e in inglese.

LA TRIPLA ASSUNZIONE RIDUCE IL RISCHIO DELL’86%

L’esperimento, che ha avuto inizio nel 2012 in doppio cieco su 400 uomini gay (300 francesi il resto di Montreal nel Quebec) che ammettevano comportamenti a rischio, ha consistito inizialmente nel dare a metà di loro il farmaco “Truvada”, una combinazione di due principi attivi antiretrovirali. L’assunzione doveva avvenire in tre momenti: poco prima del rapporto, nel giorno del rischio, infine 24 ore dopo. Nell’immediatezza, lo studio ha dato risultati spettacolari. Coloro che hanno ingerito compresse di Truvada hanno visto ridursi dell’80% il rischio di contaminazione rispetto al gruppo placebo. Così, i medici hanno deciso nel mese di ottobre 2014 di estendere a tutti i partecipanti l’uso del Truvada, fino al termine della sperimentazione. Alla fine, i risultati che sono stati comunicati nel congresso di Seattle sono risultati essere ancora migliori. Il 24 febbraio è stato diffuso l’esito finale della sperimentazione, durata 13 mesi: nei soggetti che assumono Truvada prima del rapporto a rischio, il rischio di contagio di HIV si è ridotto dell’86%.

POPOLAZIONE GAY PIU’ ESPOSTA ALLA MINACCIA

Per ora, solo negli Stati Uniti consentono la prevenzione e la continua assunzione di Truvada, generalmente usato per trattare l’HIV. Prima dello studio di “Ipergay” Truvada è già stato ggetto di diverse valutazioni sugli uomini gay fortemente esposti al virus. Lo studio americano “iPREX” ha dimostrato nel 2010 che quel trattamento riduce il rischio di infezione del 42%. L’anno scorso, “Proud”, un altro studio condotto in Gran Bretagna, ha evidenziato che la tecnica del PrEP era “altamente protettiva“. L’estate scorsa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS ha innescato un’onda d’urto consigliando ai gay refrattari all’uso del condom, di assumere come misura preventiva un antiretrovirale, come forma di nuova strategia. L’OMS, allarmata per una caduta di attenzione nella prevenzione tra gli uomini gay, ha notato che gli omosessuali hanno 19 volte più probabilità di essere contaminati rispetto al resto della popolazione.

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