Regione Lazio: “niente ticket dal 1° gennaio 2017”. Facciamo chiarezza

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Dal 1° gennaio 2017 niente più ticket per le prestazioni sanitarie a Roma e nel Lazio. O forse no; piuttosto si tratterà di una riduzione neanche troppo significativa e neppure per tutte le prestazioni.

4 EURO IN MENO PER LA VISITA SPECIALISTICA

L’annuncio del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che l’11 novembre 2016 ha firmato un decreto specifico, rimbalza da sito a sito, da giornale a giornale. “Dal 1° gennaio 2017 i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il contributo fisso aggiuntivo al ticket nazionale”. Ecco, appunto, niente più ticket aggiuntivo ma quello nazionale rimane. Basta esaminare gli esempi che porta la stessa Regione Lazio illustrando il provvedimento, per prenderne atto: per una risonanza magnetica o una tac si passerà da 61,10 a 41,10 euro; per la fisiokinesiterapia da 51,10 a 46,10 euro a seduta; per visite specialistiche ambulatoriali e apa, da 50,10 a 46,10 euro. “Per i cittadini si tratta di un risparmio di 20 milioni di euro l’anno” ha spiegato Zingaretti sottolineando che “questo intervento era stato chiesto dai sindacati negli ultimi anni”. “Il nostro obiettivo è continuare nel risanamento della sanità del Lazio, coniugandolo però con qualità, diritti, inclusione e giustizia sociale” ha aggiunto firmando il decreto di cancellazione del ticket e annunciando che i “prossimi interventi riguarderanno le liste di attesa”. 

“Il punto è proprio quello delle liste d’attesa e delle agende chiuse – contestano i Cobas della Asl Roma 3 – Che senso ha parlare di riduzione dei ticket quando per molte specialità è impossibile prenotare visite ed esami clinici oppure se si riesce ci sono tempi d’attesa di diversi mesi?”

Dal gennaio 2017 ticket regionale soppresso ma non quello nazionale
Dal gennaio 2017 ticket regionale soppresso ma non quello nazionale

TICKET PAZZI, NESSUNA SANATORIA PREVISTA

Al momento nulla sembra previsto riguardo alla vicenda dei ticket pazzi che hanno riguardato 235mila persone nel Lazio. Il ticket regionale era stato introdotto nel 2008 quando iniziò il commissariamento della sanità del Lazio che aveva un disavanzo di un miliardo e 693 milioni di euro. Il contributo aggiuntivo regionale al ticket nazionale – che scomparirà a partire da gennaio – ha riguardato fino ad oggi prestazioni sanitarie come risonanze e Tac, fisiokinesiterapie e visite specialistiche.

«Il decreto di oggi, e di fatto lo sblocco del turn-over, sono già elementi che ci fanno parlare di una regione che sta uscendo dalla fase di commissariamento. Basti pensare che in tutto il 2013 abbiamo potuto fare solo 60 assunzioni e ad oggi nel 2016 già stiamo quasi a 700. Questo è già un segnale che la fase del commissariamento, almeno nelle sue parti più odiose, la stiamo lasciando alle nostre spalle».

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