Nello smog fattori di rischio per l’autismo

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INQUINAMENTOSi sa da tempo che l’inquinamento atmosferico è un provato fattore di rischio cancerogeno. Secondo un importante studio della Harvard School of Public Health, pubblicato il 18 dicembre sulla rivista Environmental Health Perspectives, si scopre che è anche un importante fattore di rischio per l’autismo. Le donne esposte ad alte concentrazioni di polveri sottili durante la gravidanza, specie durante gli ultimi tre mesi, hanno una probabilità due volte più forte di dare alla luce un bambino autistico.
L’esposizione a questi agenti tossici ambientali può infatti disturbare i processi normali in utero, come la formazione del sistema nervoso, la proliferazione e la differenziazione cellulare e la morte cellulare programmata (apoptosi).

SOTTO ACCUSA LE PM2.5

Le PM2.5 sono particelle finissime – aventi un diametro inferiore a 2,5 micron – sospese nell’aria e composte di vari inquinanti. In particolare contengono idrocarburi organici di carbonio e policiclici aromatici – come il benzene – che penetrano le cellule e le aggrediscono, attraverso lo stress ossidativo, provocando danni ai componenti più intimi. Come dimostrato in studi su roditori, questi inquinanti possono anche causare il rilascio nel sangue e nel cervello di molecole che stimolano l’infiammazione e alterare il sistema immunitario del neonato, due processi questi, coinvolti nell’autismo.

QUASI DUEMILA NEONATI ARRUOLATI

Grazie alla collaborazione di 116mila infermieri assunti dal 1989, lo studio della Harvard School of Public Health ha esaminato 1.767 bambini nati tra il 1990 e il 2002, dei quali 245 erano autistici. La madre di ognuno di questi 1.767 bambini, ai fini di documentare l’esposizione al particolato PM2.5, è stata sottoposta ad analisi prima, durante e dopo la gravidanza, e per ciascun trimestre di essa. Questionari, poi, sono stati spediti nel biennio successivo alla nascita.

E’ proprio durante la gravidanza che l’inquinamento atmosferico rappresenta un rischio di autismo per il nascituro. E’ stato chiarito il legame tra l’esposizione alle PM2.5 e l’autismo durante la gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. Molto meno evidente, invece, la corrispondenza quando l’esposizione avviene prima e dopo la gravidanza. Lo studio non ha chiarito, infine, l’insorgenza della patologia autistica in associazione con l’inalazione di particelle di dimensioni maggiori (le PM10). “Evitare di esporre le donne in stato interessante all’aria inquinata ridurrebbe questo rischio e, quindi, l’aumento del costo rappresentato dall’autismo per le famiglie e per la società» suggerisce il team degli autori capeggiato da Raanan Raz .

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