Mosche volanti nello occhio, come si formano e come si eliminano

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Attenzione ad un eccesso di bagno turco, di sauna, di sudorazione esasperata: sono tutte condizioni che possono portare alla disidratazione e alla formazione delle “mosche volanti” nell’occhio.

MIODESOPSIE, COME SI FORMANO

Le mosche volanti o miodesopsie possono essere rimosse dall’occhio con una nuova tecnica chirurgica

L’avvertenza arriva da Andrea Niutta, primario di Oculistica presso l’ospedale “Grassi” di Ostia già docente di Malattie dell’apparato visivo presso il corso di laurea in Scienze infermieristiche dell’Università di Tor Vergata e medaglia d’argento per i professionisti del benessere (QUI IL DETTAGLIO). Più o meno a tutti, in alcune fasi della propria vita, è capitato la fastidiosa sensazione di guardare il cielo terso o soffermarsi su uno schermo bianco e vedere delle piccole ombre nel campo visivo che continuano a muoversi. Sono le cosiddette “mosche volanti” o miodesopsie, oggetti minuscoli che proiettano ombre sulla retina, la placca neuro-vascolare che si trova nella parte posteriore dell’occhio sensibile alla luce. “Le mosche volanti – spiega Alberto Bellone, oculista di Torino specializzato in chirurgia refrattiva e chirurgia vitreoretinica – sono dovute alla degenerazione del corpo vitreo, quel gel che riempie l’occhio, che col passare del tempo tende a dividersi nelle sue due componenti: quella liquida e quella fibrillare. Le fibrille vitreali si agglomerano e formano dei corpi mobili che seguono il movimento dell’occhio in tutte le direzioni. Pur non essendo di per sé pericolose per la vista, evidenziano però un’alterazione del vitreo e possono essere un segnale d’allarme di malattie retiniche”.  Tra le più frequenti patologie retiniche, anche il pucker maculare.

REIDRATAZIONE E SALI MINERALI

Le principali cause sono imputabili all’età (tendenzialmente dopo i 40-50 anni), alla miopia elevata oppure a traumi diretti o indiretti, ma anche a disidratazione o a disordini del metabolismo. “Spesso – riferisce Niutta – i pazienti che mostrano questa condizione sono reduci da periodi di forte disidratazione magari dovuta ad un eccesso di saune, di bagno turco, di sport estremamente performanti con imponente sudorazione. In questi casi, le mosche volanti possono comparire anche in età giovanile”. “L’importante – aggiunge Bellone – è sottoporsi ad un controllo medico oculista per escludere situazioni ben più serie come la rottura della retina e il distacco della stessa. In ogni caso, prima si arriva ad una diagnosi e migliore sarà la prognosi per il futuro”. A volte può essere sufficiente prescrivere l’assunzione di due-tre litri d’acqua al giorno accompagnandola con integratori a base di potassio, magnesio ed altri sali minerali.
Altrimenti non resta che intraprendere la via chirurgica. “C’è una nuova tecnica per cancellare le “mosche volanti” dalla vista – segnala Bellone – la vitrectomia 27 GAUGE è una tecnica chirurgica mini invasiva che interviene direttamente sulle cause che provocano la comparsa di questi piccole ombre. In meno di mezz’ora si torna a vedere bene eliminando del tutto il problema”.
“La vitrectomia mini invasiva a 27 GAUGE –prosegue l’oculista di Torino – permette oggi di utilizzare una sonda ben più piccola rispetto al passato il cui diametro non arriva a mezzo millimetro. Attraverso tre fori di diametro 0,4 mm si asporta il vitreo e si possono riparare eventuali alterazioni retiniche mediante il Laser. L’intervento, che dura mediamente 20 minuti, non prevede sutura. Il paziente viene dimesso subito  e può riprendere le proprie attività a distanza di un paio di giorni». Lo specialista raccomanda: “Ogni singolo caso clinico deve essere attentamente valutato. Si tratta di un intervento che può essere indicato nei pazienti miopi affetti da degenerazione patologica del vitreo con trazioni sulla retina: la vitrectomia mini invasiva migliora decisamente la loro qualità della visione ed elimina le trazioni sulla retina”.
La vitrectomia mini invasiva viene già utilizzata di routine nella chirurgia vitreoretinica moderna per patologie quali: emorragia vitreale, distacco di retina, retinopatia diabetica, trombosi venose e fori maculari.

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