Morbo di Parkinson, nota sulla conservazione delle compresse di Sirio

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Attenzione alle modalità di conservazione delle compresse effervescenti di Sirio della Chiesi Farmaceutici (melevodopa cloridrato più carbidopa idrata), medicinale impiegato nella terapia del morbo di Parkinson.

CAMBIA IL COLORE DELLE COMPRESSE

L’avviso arriva dall’Aifa, agenzia del farmaco italiana, su segnalazione di pazienti e familiari di malati che hanno notato spesso la modificazione del colore delle compresse. “È noto – sottolineano i tecnici Aifa – che l’esposizione all’aria delle compresse effervescenti di Sirio causa un variazione di colore (da bianco a giallo, marrone), dovuto all’ossidazione di alcuni eccipienti presenti sulla superficie della compressa”. Per cercare di capire da cosa dipenda questo fenomeno “a seguito di segnalazioni di tale problema sono state effettuate alcune indagini” ed è “emerso un non corretto utilizzo del prodotto da parte del paziente, il quale provoca l’esposizione della compressa all’aria. Ciò avviene perché il paziente ritaglia il blister compromettendone l’integrità o perché estrae la compressa e la conserva fuori dall’alveolo del blister”. SIRIO

Nell’avviso non viene specificato ma si deduce che l’alterazione cromatica NON corrisponde ad una modifica delle proprietà farmacologiche del composto attivo di Sirio (melevodopa cloridrato più carbidopa idrata) ma la raccomandazione è quella di non estrarre dal blister le compresse se non al momento della loro somministrazione.

Sirio è stato immesso nel commercio in Italia a settembre 2014. Per l’Unione Parkinsoniani “la terapia con levodopa + inibitori periferici dell’enzima Dopadecarbossilasi (Carbidopa, Benserazide) risulta a tutt’oggi il trattamento più efficace nei pazienti affetti da morbo di Parkinson idiopatico”. Infatti, “generalmente, nella fase iniziale di terapia, la levodopa ha un’attività sintomatica ottimale per tre/cinque anni” e “nei pazienti con complicanze motorie è possibile ripristinare una buona motricità assicurando livelli plasmatici costanti di levodopa attraverso infusione continua”.

QUESTO E’ L’AVVISO diramato dall’Aifa

IL COMFORT A CASA

Per un malato di Alzheimer, di demenza senile o di Parkinson è importante ricevere la giusta assistenza in casa ma anche ritrovare tra le mura domestiche elementi di comfort e di sicurezza. Per questo spesso si ricorre all’impiego di ausili sottovalutati fino al momento della diagnosi. E’ il caso delle poltrone motorizzate alzapersone. Ce n’è una gran varietà sul mercato.  Si può passare dalla Poltrona relax alzapersona elettrica da salotto beige dalla foggia che ben si adatta a qualsiasi tipo di arredamento, alla più confortevole Goldflex – Poltrona Mod. Good Relax, 2 MOTORI reclinabile per ANZIANI o DISABLI con sistema ALZAPERSONA, e KIT 4 RUOTE Piroettanti e Frenanti, Poltrona Trasportabile e Movibile, MANIGLIONE spingi persona e Telecomando IVA AGEVOLATA al 4% – reclinazione schiena / gambe indipendente fino alla più robusta Goldflex – Poltrona Mod. Jamaica, motorizzata CLASSICA RELAX, a 2 MOTORI: reclinazione schiena / gambe indipendente – Modello MICROFIBRA con TELECOMANDO E ALZAPERSONA – ROBUSTA, CERTIFICATA CE indicata anche per “taglie forti”.

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