Mammografia, indagine indispensabile alla giusta età

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naked-453253_1920I controlli mammografici sono importantissimi per prevenire il cancro della mammella anche nelle under 50 e nelle over 75 che non mostrano indizi di rischio. Lo rivelano due ricerche presentate presso il convegno della Radiological Society of North America (RSNA) ed effettuate dallo Swedish Cancer Institute at Swedish Medical Center di Seattle.

Gli esperti statunitensi hanno infatti messo alla prova il criterio, suggerito dalle linee guida internazionali, di selezionare le pazienti da sottoporre a controllo mammografico in base a condizioni di rischio aumentato come una specifica storia familiare e la densità del tessuto mammario. «Il nostro studio – hanno spiegato i ricercatori – mostra che con questo approccio si abbatte una percentuale significativa di tumori invasivi». La prima indagine, di tipo retrospettivo, ha incluso 1977 donne fra i 40 e i 49 anni con un tumore al seno identificato grazie a uno screening fra il 1990 e il 2008. La maggioranza dei casi (78%) non aveva una importante storia familiare di tumore nè un tessuto mammario molto denso.

RISULTATI PREZIOSI SULLE UNDER 49

Il risultato dello studio ha mostrato un aumento significativo della percentuale di diagnosi di cancro al seno nelle pazienti sottoposte a mammografia (dal 28% al 58%) e un calo concomitante nelle pazienti sottoposte solo alla visita medica (dal 73% al 42%). Ne è derivato un aumento globale di rilevamento della malattia in fase iniziale e una diminuzione dello stadio di avanzamento della patologia. Le donne diagnosticate con mammografia che avevano sviluppato cancro, avevano maggiori probabilità di subire quadrantectomia (67% contro il 48% di quelle solo visitate dal medico) e meno probabilità di subire mastectomia radicale (25% contro il 47%). Non solo: il 13% delle pazienti ammalate e diagnosticate con mammografia ha subito intervento chirurgico e chemioterapia contro il 22% di quelle diagnosticate dal medico. Il 31% delle “mammografate” ha subito anche la radioterapia contro il 59 % di scoperte dallo specialista. Migliorata anche la sopravvivenza a 5 anni: 92% contro 88%.
«Questo studio, seppure con i limiti di uno studio retrospettivo, dimostra quello che abbiamo sempre detto, cioè l’utilità della mammografia annuale già a partire dai 40 anni. Oggi, inoltre, con la tomosintesi, la potenzialità della mammografia soprattutto nelle giovani donne è ulteriormente aumentata. Deve inoltre essere associata nella maggior parte dei casi anche l’ecografia, esame complementare alla mammografia, per avere il massimo di accuratezza diagnostica» commenta Paolo Veronesi, direttore della Chirurgia senologica integrata dell’Istituto europeo di oncologia di Milano e presidente della Fondazione Veronesi.

MIGLIORI PROSPETTIVE PER LE OVER 75

Uno studio analogo, sempre retroprospettico, è stato condotto su 1.162 donne di 75 anni e oltre con cancro al seno. I medici hanno raccolto ogni dettaglio dalle loro cartelle cliniche: la fase, il trattamento, i risultati, e il metodo di rilevamento (per paziente, medico, o mammografia) al momento della diagnosi.
Tra le pazienti con cancro al seno over 75, il ricorso alla mammografia ha portato la diagnosi di tumori dal 49% (diagnosi medico-specialistica) al 70%. I casi rilevati con la mammografia erano più spesso allo stadio I (62%), mentre i casi medico-rilevati erano più propensi fase II e III (59%). Le pazienti con carcinoma mammario invasivo rilevate con mammografia erano più spesso trattati con mastectomia parziale con radioterapia e sono state sottoposte a un minor numero di mastectomie e minor dosaggio di chemioterapia rispetto a quelle medico-diagnosi. Migliorata anche la sopravvivenza a 5 anni: 97% su quelle mammografate rispetto all’87% medico-rilevate. “Questi risultati indicano che gli stessi benefici di rilevazione mammografia osservati nelle donne più giovani si estendono anche alle donne più anziane” concludono i ricercatori.

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