Legionellosi, allarme vicino Roma

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PANCREAS1Otto casi di legionella diagnosticati a Bresso, un comune del milanese, e un piano intero di un albergo chiuso per contaminazione dell’impianto idrico a Pomezia, vicino Roma. La malattia dei legionari, che può avere esiti fatali, inizia a preoccupare anche in Italia.

L’EMERGENZA DI POMEZIA

Il caso più recente riguarda l’Hotel G di Pomezia. Presenza del batterio Legionella pneumophila è stata rilevata dai biologi dell’Arpa Lazio dopo aver compiuto prelievi specifici. , che nei giorni scorsi aveva compiuto delle analisi su diversi campioni di acqua prelevati nell’albergo. Dai risultati è emerso che nell’acqua del secondo piano dell’hotel a 4 stelle si registrava una “elevata concentrazione” di legionella. Immediata la comunicazione inoltrata al Dipartimento di prevenzione dell’Asl Roma H che, a sua volta, ha chiesto al Comune di Pomezia di disporre la chiusura del secondo piano della struttura turistico-ricettiva e di ordinare la bonifica dell’impianto di distribuzione dell’acqua per eliminare le fonti dell’infezione. E’ stato ordinato alla società proprietaria dell’hotel, la “Smedil”,non solo di chiudere il secondo piano e di bonificare la rete di distribuzione dell’acqua, ma anche di dotarsi di un sistema di prevenzione e controllo per evitare problemi in futuro.

I CASI DI BRESSO

Bisognerà aspettare ancora qualche ora, invece, per avere i primi esiti delle analisi in corso sui campioni prelevati a Bresso, comune del Milanese, dopo che nei giorni scorsi sono stati diagnosticati altri 2 casi di legionellosi. Casi che si aggiungono ai 6, di cui uno letale, registrati nel giro di pochi giorni a ottobre 2014. Un analogo allarme per sospetta contaminazione di legionella ha destato grande clamore l’estate scorsa perchè ad essere coinvolta è stata la struttura della Cargo City, l’area dei voli import-export dell’aeroporto di Fiumicino. Dopo le raccomandazioni di non usare l’impianto idrico e i prelievi eseguiti dall’Arpa Lazio, l’emergenza si è esaurita senza casi di infezioni.

A TRASMETTERLA E’ LA CONTAMINAZIONE DEGLI IMPIANTI

La malattia del legionario, più comunemente definita legionellosi, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila, il cui nome significa appunto “Legionella amante dei polmoni”. La legionellosi può manifestarsi in due forme distinte: 1) la malattia del legionario vera e propria, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite 2) la febbre Pontiac, una forma molto meno grave.

L’infezione da Legionella non si trasmette da persona a persona, ma piuttosto viene trasmessa da flussi di aerosol e di acqua contaminata, come nel caso di ambienti condizionati o con l’uso di umidificatori. La legionellosi può infettare persone di tutte le età, ma è particolarmente diffusa tra le persone anziane, tra i fumatori o le persone affette da condizioni polmonari croniche. Particolarmente esposti al rischio sono anche gli individui immunocompromessi, come quelli affetti da diverse forme di cancro, da infezione con Hiv, da insufficienza renale, da diabete o le persone tossicodipendenti.

Normalmente la legionellosi si manifesta con febbre, brividi, tosse secca o grassa. In qualche caso può dare anche dolori muscolari, mal di testa, stanchezza, perdita di appetito e, occasionalmente, diarrea. Un’analisi diagnostica più accurata in laboratorio evidenzia un malfunzionamento renale nelle persone malate e le radiografie polmonari frequentemente mostrano segni di polmonite. In questa forma, il periodo di incubazione della malattia varia tra i 2 e i 10 giorni. La distinzione tra la legionellosi e altre forme di polmonite può essere fatta solo attraverso test diagnostici specifici e non sulla base dei sintomi che sono molto simili.

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