Gotta e artrite, ridotte di un terzo le dosi di etoricoxib (Arcoxia, Algix, Tauxib e Exinef)

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Per evitare di aumentare i rischi cardiocircolatori ARCOXIA, ALGIX, TAUXIB e EXINEF, ovvero farmaci contenenti  il principio attivo Etoricoxib, vanno somministrati ad un dosaggio più basso rispetto a quello originario, ovvero 60 mg al giorno in monosomministrazione invece di 90 mg in monosomministrazione giornaliera per il trattamento dei pazienti che non rispondono al dosaggio più basso.

RISCHI CARDIOCIRCOLATORI

Sono le nuove informazioni di sicurezza relative a tali medicinali lanciate dai produttori d’intesa con l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. ARCOXIA, ALGIX, TAUXIB e EXINEF (Etoricoxib) sono prodotti impiegati per il trattamento dell’artrite reumatoide, della spondilite anchilosante e della gotta. La riduzione da 90 mg a 60 mg monodose giornaliera si è resa necessaria perchè i rischi cardiovascolari dell’etoricoxib possono aumentare con la dose e con la durata dell’esposizione; quindi la durata del trattamento deve essere la più breve possibile e deve essere utilizzata la dose giornaliera minima efficace. La necessità di trattamento per il sollievo sintomatico e la risposta alla terapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi. arcoxia

Nel  foglio illustrativo, è ben evidenziato che non deve assumere Etoricoxib (ARCOXIA, ALGIX, TAUXIB e EXINEF) il paziente nel quale “il medico ha diagnosticato problemi cardiaci come insufficienza cardiaca – di grado moderato o grave – angina – dolore toracico – o se ha avuto un attacco cardiaco o se è stato sottoposto a intervento di bypass coronarico, se ha avuto un’arteropatia periferica – ridotta circolazione a gambe e piei a causa di vasi sanguigni ristretti o occlusi – o se ha avuto qualsiasi tipo di ictus – incluso mini-ictus, attacco ischemico transitorio o TIA. L’Etoricoxib può aumentare lievemente il rischio di attacco cardiaco e di ictus; per questo motivo non deve essere usato in persone che hanno avuto già problemi di cuore o di ictus”.

QUESTA E’ LA NOTA diffusa dall’Aifa

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