Gatti pericolosi: attenti alla malattia del graffio

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I video di gattini e di mici simpatici riscuotono un sempre più crescente successo sui social network. Così come nelle case, per esempio di francesi, dove si calcola che siano 11,4 milioni quelle che ospitano i popolari felini. Ma questi animali non sempre si dimostrano i nostri migliori amicigatto-graffi, malattia del graffio

PERICOLO BARTONELLA HENSELAE

Lo prova l’ultimo studio dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Un eccesso di coccole al proprio gatto potrebbe portare a malattie croniche potenzialmente gravi, in base al tipo di contagio batterico in cui è coinvolto l’animale, come per esempio la toxoplasmosi collegata a QUESTE PATOLOGIE. Il nome del pericolo è Bartonella henselae: anche se si registra un leggero calo negli ultimi anni, si tratta di un’infezione molto comune, secondo i tre esperti del CDC, che pubblicano il loro lavoro dal titolo “Cat-Scratch Disease in the United States, 2005–2013” sulla rivista istituzionale Emerging Infectious Diseases.

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Questo rapporto è tratto dalle segnalazioni di contaminazione registrate dal 2005 al 2013 negli Usa dove la “Malattia da graffio di gatto” – nel suo nome ufficiale – è soggetta a denuncia. Ogni anno, sono quindi circa 12 500 i casi segnalati alle autorità sanitarie. Un numero relativamente piccolo, ma abbastanza per allertare il CDC, tanto più che i bambini sono i più colpiti. La maggior parte delle infezioni, infatti, si verificano in pazienti di età compresa tra 5 e 9 anni. In realtà, questo tipo di “pubblico” è quello che cede più facilmente al piacere di accarezzare la morbida pelliccia dei gatti. I mici sono una buona pet-therapy specie IN QUESTO CASO ma accarezzare il proprio gatto e baciare la sua pelliccia è più rischioso di quanto si pensasse una volta. Questi animali, infatti, sono portatori di Bartonella henselae, trasmesso dalle pulci e presenti nelle feci di questi parassita.
Chiunque abbia a che fare con un gatto, sa che è difficile sbarazzarsi di questi parassiti in modo definitivo. Se il batterio è innocuo nei felini, a volte può provocare un’infezione cronica negli esseri umani. Il più delle volte, i sintomi si limitano a gonfiore delle ghiandole, con i soliti segni di stanchezza, mal di testa e febbre.
Delle forme gravi si sviluppano su base regolare, con gravi danni cerebrali e persino endocardite infettiva che posono rivelarsi fatali. Negli Usa sirca 500 persone vengono ricoverate ogni anno in ospedale dopo un graffio di gatto. Come annotano in questo studio gli autori, “l’infezione può essere particolarmente grave per i pazienti immunocompromessi“.

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LAVARSI REGOLARMENTE LE MANI

Un colpo di artigli è, come suggerisce il nome, la modalità principale di contaminazione. La forma di queste sporgenze favorisce un impianto profondo dei batteri. Ma i ricercatori avvertono anche dei rischi connessi con baciare il pelo dell’animale o lasciarsi leccare. Lavarsi le mani regolarmente è una delle azioni da privilegiare per la prevenzione.

Questa malattia è però in declino. I ricercatori salutano “la maggiore disponibilità di prodotti per il controllo delle pulci e la loro efficacia“. Sempre facendone un uso molto controllato come suggerisce QUESTA RICERCA. Resta solo da infondere più prudenza ai proprietari dei gatti. QUESTO E’ LO STUDIO effettuato dai CDC statunitensi.

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