Escherichia coli nel formaggio, coinvolti Parmareggio e Coop

Bloccata la vendita presso la Coop delle vaschette di scamorza a fette prodotte da Parmareggio: accertata dalle analisi la presenza di escherichia coli

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La presenza di Escherichia coli in confezioni di scamorza a fette marchio Coop prodotte da Parmareggio fa scattare il ritiro dalla vendita in tutta Italia e l’invito alla clientela a riconsegnare le vaschette già acquistate.

L’allarme è stato lanciato dal Ministero della Salute su indicazione degli stessi operatori. La nota di richiamo avverte che è stata accertata dai lavoratori della Asl Napoli 2 Nord attraverso l’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiornola presenza di escherichia coli produttori di shiga tossine (STEC)” nel lotto 25L18345 di Scamorza bianca fette Coop 140gx10 prodotta nello stabilimento di Modena via Togliatti 34/A della Parmareggio con scadenza 12/11/2018.

Le vaschette Coop di Scamorza a rischio

Si ipotizza che la problematica derivi dalla materia prima – aggiungono i sanitari nella nota di richiamo – Pertanto si effettua in via cautelativa il richiamo anche dei seguenti prodotti: Scamorza Bianca Fette Coop 140×10 lotto 25L18341 scadenza 08/11/2018 e Scamorza Bianca Cuor di Fette g 140 lotto 25L18341345 scadenza 17/11/2018.

Dalla direzione Coop è stato chiarito che “Coop precauzionalmente ha già ritirato il prodotto dalla vendita. Invitiamo i Consumatori che l’avessero acquistato a non utilizzare il prodotto e restituirlo al punto vendita per il rimborso”. Per ulteriori informazioni è disponibile in Numero Verde 800-805580.

Le vaschette di scamorza Parmareggio a rischio escherichia coli

L’Escherichia coli si presenta sotto diverse famiglie ed è in grado di produrre uno o più tipi di tossina (shiga-tossine) che possono danneggiare seriamente le mucose dell’apparato digerente e i reni: spesso causano diarrea con tracce di sangue e possono provocare insufficienza renale, soprattutto nei bambini piccoli o nei pazienti con il sistema immunitario compromesso.

QUESTA E’ LA NOTA DI RICHIAMO diffusa dal Ministero della Salute.

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