Autismo, diagnosi precoce nei neonati fratelli minori di autistici

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Autismo, una diagnosi precoce è possibile in quelle famiglie nelle quali c’è un fratello o una sorella maggiore già affetta da questa sindrome. Basta una risonanza magnetica RMN da effettuare sull’ultimogenito entro il primo anno di vita. Una scoperta straordinaria, considerato che ridurre il danno è possibile comunicando il più rapidamente possibile con quei bambini.

UNA RICERCA SU BAMBINI STATUNITENSI

E’ lo studio dal titolo “Early brain development in infants at high risk for autism spectrum disorder“, pubblicato su Nature, a rivelare la possibilità attraverso una risonanza magnetica, se il figlio più giovane in una famiglia che ha già almeno un bambino con autismo, sarà raggiunto anche lui dalla malattia all’età di 2 anni, in cui compare la fase dei primi sintomi. I ricercatori americani della University of Washington e della North Carolina State University hanno identificato marcatori specifici nel cervello che aiutano a diagnosticare l’autismo nei bambini tra 6 mesi e 12 mesi, con fratelli o sorelle più grandi già affetti da autismo.

autismo, ASD, sindrome dello spettro autistico
Fratelli o sorelle minori di bambini autistici hanno una possibilità su 5 anche loro di essere malati

Lo studio ha seguito un centinaio di bambini americani sottoposti a risonanza magnetica del cervello, all’età di 6, 12 e 24 mesi. Dai risultati, i ricercatori hanno scoperto che i bambini divenuti autistici presentavano una iperestensione della superficie del cervello in età compresa tra 6 e 12 mesi rispetto ai coetanei con fratelli autistici ma che non hanno sviluppato la malattia. L’aumento del volume del cervello durante il primo anno è associato ad un ulteriore aumento nel secondo anno e lo scoppio della sindrome autistica a 2 anni. L’efficacia degli esami si è rivelata esatta nell’80% dei casi. ECCO L’INDAGINE pubblicata su Nature.

L’autismo è generalmente diagnosticato tra i 2 e i 4 anni, con la comparsa dei sintomi (disturbi del linguaggio, comportamento, capacità motorie), e si sa che comunicare con questi bambini autistici nel più breve tempo possibile riduce i sintomi, con i risultati che persistono anche sei anni dopo la fine del trattamento. Lo comprova QUESTO STUDIOParent-mediated social communication therapy for young children with autism (PACT): long-term follow-up of a randomised controlled trial“ pubblicato Lancet a novembre 2016.

L’IMPORTANZA DI AGIRE RAPIDAMENTE

L’opportunità per i genitori di conoscere fin dal primo anno di vita se il loro bambino sarà interessato da autismo è un enorme passo avanti che permetterà di sviluppare strategie molto presto quando il cervello è ancora malleabile, secondo i ricercatori. I bambini che hanno un fratello o una sorella con autismo hanno una possibilità su 5 di essere anche loro colpiti dalla malattia.

Secondo l’associazione francese tra genitori “SOS Autisme”, l’incidenza del disturbo dello spettro autistico (ASD) è di un neonato su 100. Colpisce soprattutto i maschi (in un rapporto di 4 a 1 rispetto alle femmine). In Usa la prevalenza è uno su 68 bambini mentre in Italia, stando ai casi trattati dal Sistema Sanitario Nazionale è di 4,2 su 1000 bambini nell’età della scuola primaria (6-10 anni): circa 100mila tra bambini e adolescenti sono affetti da autismo. Queste sono le ULTIME NOVITA’ TERAPEUTICHE nei confronti dell’ASD indicate dallo statunitense National Center for Complementary and Integrative Health Nih. In quei bambini un notevole aiuto può arrivare dalla presenza in famiglia di un animale domestico, come dimostra QUESTA RICERCA. A Roma è stato aperto QUESTO SERVIZIO in aiuto delle famiglie con pazienti autistici. In QUESTI ARTICOLI tutta l’attenzione riservata da saluteokay.com al tema.

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