Ticket pazzi Regione Lazio: ecco il modulo per il ricorso

Pioggia di proteste e di contestazioni contro la Regione Lazio per la vicenda dei “ticket pazzi” che vede 235mila persone raggiunte da avvisi bonari emessi dalla Pisana per prestazioni arretrate risalenti agli anni 2009 e 2010. Una quantità di destinatari che aumenta a vista d’occhio: dopo una settimana dall’esplosione del caso la Regione ha precisato che sono ben 328mila

Una beffa amplificata dalla decisione assunta dal Governatore Nicola Zingaretti di eliminare il ticket regionale a partire dal 1° gennaio 2017 QUI ANNUNCIATA.

L’amministrazione regionale non ha bloccato il procedimento anche se ha ammesso che circa il 3% delle cartelle potrebbe essere errata. Si riferisce in particolar modo agli arretrati non dovuti per visite e consulenze presso i consultorio della Asl Roma D e ha soltanto annunciato che “sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati“. Inoltre, ha dilazionato il termine del pagamento ovvero ha “predisposto l’estensione, da 30 a 90 giorni, dei termini per il pagamento delle somme indicate dall’avviso, consentendo in questo modo di approfondire le verifiche quando richiesto”.

Resta il fatto che migliaia di persone ritengono ingiusta e sbagliata la richiesta e per questo motivo stanno presentando note di protesta e cercando di contattare il numero verde 800.909.120 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e anche il martedì e il giovedì dalle 14,00 alle 17,00) con grande fatica perchè perennemente occupato.REGIONE1

Sono scesi in campo anche il sindacato Cobas e l’Assotutela che hanno predisposto un modulo tipo per effettuare un ricorso in autotutela (CHE TROVI IN FONDO ALL’ARTICOLO). “In realtà – spiega Cesare Morra, delegato Cobas della Asl Roma D – per gli Avvisi Bonari sembra non sia previsto il ricorso. Si può fare solo quando la cartella passa in riscossione ad Equitalia. Nel frattempo, ci suggeriscono i nostri legali, una lettera in autotutela può dare diritto di contestazione”. Ciò che resta sicuro è che (come documenta QUESTO ARTICOLO) a gennaio 2016 risulteranno ben 11 milioni di euro riscossi su 105mila contribuenti che hanno preferito pagare.

Quelli che seguono sono i presupposti contestati nel modulo in distribuzione che può essere spedito attraverso PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo recuperoticket@regione.lazio.it oppure inviando una inviare una raccomandata A/R indirizzata a: Regione Lazio – Contact Center Recupero Ticket in via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 ‘Palazzina C’, 00145, Roma indicando come oggetto Recupero Ticket e facendo riferimento al proprio ID della tessera sanitaria.

1) “La pretesa di rimborso e restituzione della Regione Lazio in primo luogo è oltremodo superiore rispetto a quanto per legge sia ipotizzabile richiedere, il fatto non costituisce reato e l’adozione del relativo provvedimento deve essere correttamente motivata”.
2) “La Regione Lazio non avrebbe regolarmente effettuato le verifiche tributarie del caso onde per cui si potrà procedere alle iniziative di legge solo dopo accurato vaglio ed accertata violazione avutasi con adeguata istruttoria, questa da svolgersi obbligatoriamente comunque in contraddittorio con il contribuente al quale è riconosciuta per legge la partecipazione alla formazione del processo amministrativo a suo carico”.
3) “La Regione Lazio per autotutelarsi ha ammesso un “errore fisiologico” nella richiesta dei rimborsi, tutto concentrato sulla RM/D, visto l’invio degli avvisi bonari ad utenti per prestazioni nei consultori, senza verificare ed ammettere che di “errori” ce ne sono molti altri”.

4) “Il recupero delle presunte omesse somme legate al ticket sanitario per prestazioni assistenziali hanno prescrizione biennale in quanto, (sentenze n. 23800/2004 e n. 21555/2005 della Corte di Cassazione) le stesse sono svincolate alle norme che regolano i rimborsi delle imposte sui redditi, stabilendosi, pertanto, che il termine è quello decadenziale previsto dall’articolo 21 del D.lgs n. 546/1992, decorrente dalla data dell’indebita omissione”.
5) “La natura biennale della relativa prescrizione trova conforto in una molteplicità di motivi ovvero: A) per la presunta sua natura non tributaria; B) perché, appunto avendo natura non tributaria, esula dal carattere generale previsto dall’articolo 2946 del codice civile; C) perché ai fini della dichiarazione, dell’accertamento e della riscossione del contributo al Servizio Sanitario Nazionale e delle relative sanzioni si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi, non indicando nulla riguardo alla natura di contributo o istituto similare del ticket sanitario il quale non è certo riconducibile nell’alveo della normativa afferente le imposte sui redditi”. Dettagli ulteriori compaiono in questo volume, utile per utenti e amministratori pubblici La responsabilità della struttura sanitaria pubblica e privata – Onere della prova. Azione di rivalsa. Assicurazione e risarcimento

La Regione Lazio per diluire le code che si formano quotidianamente al palazzo di via Cristoforo Colombo, ha convenzionato 50 CAF del Lazio affinchè diano informazioni e istruzioni agli utenti (QUI TROVI L’ELENCO DEI CAF CONVENZIONATI)

Quello che segue è il fac-simile delle due pagine di ricorso

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67 Responses

  1. Damiano ha detto:

    Non si fa riferimento al fatto che a me personalmente e’ arrivata la.raccomandata a nome di un minore di 9 anni…….sulla lettera da inviare alla regione bisogna scrivere il nome e cognome del minore intestatario della lettera oppure a nome di chi ne detiene la tutela?grazie….

  2. Claudio ha detto:

    Il ricorso fa riferimento a “prestazioni sanitarie soggette ad esenzione delle quali lo/la scrivente invece gode beneficio per limiti di reddito”
    Io invece non ho MAI usufruito di quella prestazione, non so nemmeno da dove venga.
    Che dovrei fare? 😐

    • admin ha detto:

      Specifichi che, appunto, non ha mai beneficiato di quella prestazione e, se del caso, aggiunga la dicitura “ne’ il ricorrente ne’ i suoi familiari”

  3. Nadia ha detto:

    Mi scusi ma si parla di RM D ma a mia zia è arrivata per gli scontrini dei medicinali e fa parte dell’RM G ……è normale o deve fare autotutela?
    Grazie

  4. damiano ha detto:

    Io avevo mio figlio ciliaco di primo grado con relativa esenzione,e ne facevano diritto anche i genitori di primo grado come padre, madre e fratello .e per questo motivo ci chiamo’ l’ospedale per farci le analisi per vedere se anche noi risultavano ciliaci……per dimostrare che ero esente per questo motivo,basta far vedere l’esenzione che aveva mio figlio sul libretto sanitario?

  5. eleonora ha detto:

    se il reddito risulta inferiore ai 36.000 E, e quindi si può beneficiare dell’esenzione, cosa si deve fare per annullare la comunicazione arrivata?

  6. Paolo ha detto:

    A mia madre invece è arrivata una telefonata dalla GDF di zona e le hanno contestato di aver superato il reddito di riferimento per l’esenzione E2… Rientriamo tra gli sbagli o in quel caso è sicuro?

    Grazie

  7. alessandro pensa ha detto:

    salve mi chiedono il rimborso delle prestazioi mediche del 2010 per un ammontare di 609,00E in quanto il mio reddito era superiore agli 11.000,00 E, io avevo anche l esenzione per patologia 046.340( scleorosi ultipla) ma il mio medico applicava sulla ricetta solo l esenzione per reddito , posso fare ricorso dicendo che è stato un errore del medico che non ha applicato l esenzione per patologia?

  8. antonio ha detto:

    da dove si scarica il modulo di autotutela

    • admin ha detto:

      Lo trova in coda a questo articolo, lo ingrandisca e lo stampi. Dopo averlo compilato lo spedisca con raccomandata A/R all’indirizzo che trova sempre in questo articolo

  9. kennet ha detto:

    Leggendo la norma, e per quello che capisco, si deve far riferimento alla somma dei redditi che il nucleo familiare ha percepito l’anno precedente le contestazioni, e non al reddito isee.

  10. andy ha detto:

    Ho ricevuto fino ad oggi tre raccomandate di recupero ticket regione lazio per farmaci e prestazioni ospedaliere per conto di mio figlio di 10 anni, nel 2009 aveva 4 anni. Mio figlio é disabile 100% con indennità di accompagno dal giugno del 2010. Dal settembre del 2011 ho esenzione C04 del ticket. Fino ad allora non feci richiesta ne di esenzione e ne di invaliditá , speravo che mio figlio guarisse dopo che si ammalò nel giugno del 2006 di una forma forte di epilessia che gli ha portato un grave ritardo psicomotorio. Nel 2009 ho fatto vari Day Hospital in ospedale per modulare le cure e fare le ricerche. Durante queste giornate non pagavo nulla e non ho mai riempito moduli di autocertificazione. Ora come posso difendermi? Sono arrivato a quota 1000 euro e non so se sono finite qui le richieste. Potreste voi indicarmi come fare ad arrangiare un ricorso a riguardo oppure se saró costretto a pagare, cosa mi sembra assurda.

  11. Manuela ha detto:

    Salve a tutti. Anche io ho ricevuto 2 avvisi dove mi richiedono rimborso per spese consultorio e poi per tutte le prestazioni eseguite nel periodo in cui ero disoccupata, incinta di mia figlia, con tanto di gravidanza a rischio, 3 mesi di ricovero in ospedale ecc… mi sembra assurdo. Questo stato non sa più cosa inventarsi per metterci in ginocchio. Non bastano le super tasse che paghiamo su ogni cosa, Tari, Tasi, Imu, Mini-Imu, Iva tra le più alte di europa…autovelox solo su rettilinei e discese… è una truffa continua. Per non parlare dell’impossibilità di rateizzare… siamo costretti ad aspettare che la cosa passi in mano ad Equitalia (super maggiorata) per chiedere la rateizzazione. La verifica dei ticket era compito delle ASL, per loro negligenza la Regione si è incaricata di questa cosa… ma i dipendenti ASL che dovevano fare le verifiche non sono già stati stipendiati? A questo punto, almeno le spese di gestione mettetele a conto di chi doveva occuparsene e non l’ha fatto…

  12. Maria grazia ha detto:

    Ho ricevuto richieste di pagamento a nome dei miei figli, all epoca minorenni, non mi pare che per gli hanno in questione, 2009/2010, abbia usufruito di esenzioni, tanto è vero che ho trovato tra i miei documenti tante ricevute di prestazioni sanitarie regolarmente pagate, per quegli anni. Strano che pagavo a volte si a volte no ? Nella loro richiesta non specificano bene la loro richiesta dettagliandola, così che potrei verificare il pagamento da me effettuato con le ricevute che ho conservato.

    • admin ha detto:

      Suggerisco di presentare ricorso specificando genericamente di essere in possesso delle ricevute di pagamento e di non aver effettuato le visite contestate nell’avviso bonario

  13. Maria grazia ha detto:

    no non ho mai lasciato commenti precedenti era la prima volta

  14. Maurizio ha detto:

    Salve
    ho ricevuto anche io un avviso di pagamento del 2010 e all’epoca, come oggi, sono residente per conto mio, non dai miei genitori e già all’epoca, come oggi , non lavoro. Ho anche fatto la cronologia della residenza. cose devo fare? nel campo “rientrava nelle tipologie di esenzione codice…” cosa devo mettere?
    posso mandare il tutto tramite PEC o è meglio con raccomandata?
    grazie

  15. Enzo ha detto:

    Buongiorno, io ho lo stesso problema ma la cosa più strana e quella di indirizzare una racc. a un minore, cosa che non si può, c’è un art. del codice civile che vieta un recapito di qualsiasi genere a un minore, se si quale è?
    Grazie

  16. Filippo ha detto:

    Salve anche ai miei genitori sono arrivati 4 avvisi.Ma vorrei capire una cosa. Chi ha deciso che all’epoca i miei genitori non dovevano pagare alcuni farmaci? Come faccio a risalire all’origine. Se io vado in farmacia e la stessa non mi fa pagare io cosa posso fare? Da dove puo’essere partito l’errore?Ho scritto alla Regione e ovviamente nessuno mi ha risposto.Come faccio a sapere di quali farmaci si tratta? Loro magari haano diritto all’esenzione per patologia e non per reddito.

    Grazie

    • admin ha detto:

      Alla Regione Lazio confidano proprio nella difficoltà di risalire allo stato individuale dell’epoca. Le suggeriamo di presentare ricorso in ragione dell’esenzione per età (controlli tra i requisiti d’appartenenza alle categorie che trova nell’articolo)

  17. shadow ha detto:

    Salve io ho ricevuto già 2 cartelle, una x medicinali ed una di quasi 2000€ per prestazioni. Sono disoccupata e disabile al 67% dopo un incidente nel 2006 ( richiesta disabilità approvata xò nel 2010), ed abito da sempre con i miei, ma nn sono a carico ed ho E02 da quando disoccupata. Io nn posso scaricare nulla di prestazioni o anke medicine ke pago e neanke mio padre e mia madre(entrambi pensionati).
    Quello ke mi kiedo è …cosa dovrebbero fare i miei , buttarmi fuori di casa o farmi dormire sotto i ponti x nn ricevere ad oggi cose come questa??’
    E cosa più importante, ho letto ke il termine di legge x richiedere i ticket di prestazioni è biennale, le risulta?
    Grazie

    • admin ha detto:

      Come può rilevare lei stessa all’articolo 10 della legge regionale che attiva le procedure di riscossione dei ticket evasi (la trova in questo articolo http://www.saluteokay.com/regione-lazio-ticket-arretrati-per-235mila-pazienti/) si procede in deroga. In via generale, il termine ordinario di prescrizione è, ai sensi del codice civile, di dieci anni. Tuttavia, si prescrivono in cinque anni “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” ed alcuni tributi locali (come la tassa sui rifiuti urbani)

  18. gabriele ha detto:

    la raccomandata con la richiesta (indebita) l’ha ritirata il portiere in quanto ero assente e non ricorda la data precisa . sulla busta non c’è timbro ne altro. cosa metto nella richiesta di ricorso? è importante indicarla correttamente?

  19. marco proietti ha detto:

    qui siamo alla totale follia… comunque … nel mio caso l’avviso riguarda una diagnostica del 2010, il 18 /01 / 2010 … posso rifiutare di pagare perchè è ormai prescritta? o devo controllare l’ISEE del 2010 per verificare che sia una balla colossale fatta solo per rifolillare le casse di questi LADRI?

  20. rinaldo ha detto:

    A mia moglie è arrivata la richiesta x il rimborso del tichet per l’anno 2010 con laq dicitura di non avere i requisiti x la E01 , ma non abbiamo mai ricevuto esenzione x tale dicitura ma tutte le medicine prese sono state per salvavita 031 e x cardiologia rilasciata dalla asl di Monterotondo nel 1997/98 con durata 10 anni e regolarmente timbrato rinnovo ogni 2 anni come prescritto. grazie

  21. Giuseppe ha detto:

    Salve, innanzitutto ringrazio per il servizio e le delucidazioni che fornite, a mia moglie è giunto l’avviso bonario per una prestazione relativa ad un servizio fornito presso il consultorio, servizio fruito su richiesta per lettera pervenuta dalla stessa regione Lazio. Il problema sta nel fatto che, purtroppo, mia moglie ha anche provveduto già al pagamento. Vi è un modo per fare ricorso chiedendo il rimborso delle somme pagate? Grazie

  22. marco ha detto:

    Negli anni 2007/8/9/10,l’esenzione tiket partiva dal 31/07 al 31/07 dell’anno successivo.Ebbene,io avevo il diritto all’esenzione (EO2) negli anni 2007/2008,solo che per la regola di cui sopra l’esenzione mi è partita dal 01/08/2007 al 31/07/2008,e dal 01/08/2008 al 31/12/2008.Io come ritenevo un mio diritto,ho sfruttato l’esenzione sino al 31/07/2009,per completare i 2anni che mi aspettavano.Ora la Regione mi chiede la restituzione dei tiket non pagati da me e mia moglie per il periodo 01/01/2009 al 31/07/2009,perchè nel 2008 ho superato con il mio reddito da pensione,la soglia del reddito per l’esenzione.E’ giusto che ho potuto usufruire dell’esenzione solo 1anno e 5mesi?La Regione ora mi chiede per le prestazioni ambulatoriali(analisi,lastre,Tac,infiltrzioni,ecc,ecc)l’intera somma,senza il pagamento dei tiket che dovevo pagare con la ricetta,che ai suoi tempi(se non erro)era al massimo di euro 34,00 a ricetta.Grazie per la risposta.

    • admin ha detto:

      Per norma l’esenzione per reddito cessa quando il reddito supera la soglia ammessa e non quando scade la concessione di quel privilegio. Credo che non abbia possibilità di vedersi riconosciute le sue rivendicazioni per il periodo interessato dall’avviso della Regione Lazio

  23. signor x ha detto:

    Avendo ricevuto la richiesta bonaria della famosa lettera della regione lazio . avendo inviato via email ,documentazione a miodiscarico , non ricevendo risposta , pagavo la cifra richiesta,qulche giorno dopo ricevo via email , conferma che la mia pratica veniva posta . Gentile XXX xxx,

    Si comunica che la sua pratica ID #200442 si trova ora in stato: ANNULLATA

    Cordiali Saluti,

    Regione Lazio
    Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio

    Il Direttore
    Marco Marafini
    Ora cosa fare per recuperare la somma da me pagata. ho mandato richiesta, ufficio recuperoticket@regione lazio , e aspettiamo . saluti

  24. marco ha detto:

    Per cortesia può darmi risposta alla mia domanda del 01/12/2015,grazie.

    • admin ha detto:

      No, non è giusto che le venga richiesto il pagamento dell’intera prestazione e non del ticket. Le suggeriamo di presentare ricorso inserendo nelle note la specifica relativa alla pretesa da lei descritta

  25. Fabio ha detto:

    Sono stato obbligato, con lettera del policlinico Umberto I, a sottoporre mia figlia di 15 giorni ad esame genetico per la fibrosi cistica a seguito dello screening effettuato in ospedale alla nascita. Solo per l’esame genetico devo pagare 650 Euro per un totale 800 Euro, contro le 36,00 euro previste da ticket. Purtroppo non credevo si dovesse pagare in quanto obbligato a sottoporre la bimba. In quell’anno ho superato di 500 euro lordi il reddito. Equità o Equitalia?

  26. Anna Maria De Bernardinis ha detto:

    Dopo aver richiesto la documentazione da dove si evince che non avevo diritto all’esenzione E02, poiché il reddito familiare complessivo superava 11.362,05 €, ho deciso di pagare per non incorrere negli aggravi di Equitalia. Vorrei sapere se è possibile presentare, contemporaneamente, un reclamo in autotutela, citando le sentenze n. 23800/2004 e n. 21555/2005 della Cassazione ed, eventualmente, gli adempimenti necessari da compiere. Grazie

    • La Redazione ha detto:

      Da subito abbiamo sostenuto l’applicabilità della sentenza 21555/2005 della Suprema Corte che esprime la decadenza del dovuto dopo due anni di tempo e, nella fattispecie, la prescrizione dei ticket rivendicati dalla Regione Lazio per gli anni 2009/10. Riteniamo che la strada da lei individuata sia giusta

      • Anna Maria De Bernardinis ha detto:

        Quindi, anche dopo aver pagato, posso inviare una raccomandata A.R. con il testo del reclamo in autotutela da Voi suggerito all’indirizzo indicato, entro i 90 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario?

  27. Marina ha detto:

    Ho ricevuto una cartella di recupero ticket per l’anno 2010 in cui è scritto che da controlli effettuati il reddito ai fini IRPEF del mio nucleo familiare ha superato la soglia che mi consente di poter usufruire dell’esenzione E02 ma io usufruisco dell’esenzione dall’anno 1997 cioè da quando ho terminato il mio rapporto di lavoro dipendente presso un’azienda privata, ho lo stato di famiglia storico emesso dal comune di residenza attestante il fatto che sono unico componente del mio nucleo familiare ed ho il certificato storico dell’Agenzia delle entrate attestante i redditi percepiti dal 1997 ad oggi , che sono pari a 0 inoltre ho anche delle esenzioni per patologie con codici 027.244 e 031.401. Dal 1997 ho stabilito il mio domicilio a residenza presso l’abitazione dei miei genitori che mi ospitano a titolo gratuito perché hanno bisogno di assistenza, posso fare ricorso?Grazie per qualsiasi informazione

  28. Anna Maria De Bernardinis ha detto:

    Quindi, anche dopo aver pagato, posso inviare una raccomandata A.R. con il testo del reclamo in autotutela da Voi suggerito all’indirizzo indicato, entro i 90 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario?

  29. Pietro ha detto:

    Buongiorno, trascorsi i 90 giorni dalla notifica dell’avviso bonario, ho ancora diritto a fare ricorso? Eventualmente, dopo la ricezione della cartella esattoriale da Equitalia si ha diritto in egual modo alla replica o il percorso di autotutela e’ decisivo ai fini della contestazione? Grazie

    • La Redazione ha detto:

      Anche all’arrivo della cartella Equitalia ha diritto di manifestare il proprio diritto in autotutela. Pertanto, il ricorso può farlo anche in quella fase

  30. Pietro ha detto:

    Grazie per la risposya. Ho un dubbio sul quale vorrei dei chiarimenti se possinile: perché in questo forum si parla di un reddito non superiore ai 36.000€ circa per beneficiare dell’esenzione mentre nel modulo di autocertificazione per l’esenzione del ticket della regione Lazio il tetto menzionato da non superare e’ di 8,263,31€, con relativi minimi incrementi per coniuge e figli a carico?

  31. vasil drenski ha detto:

    Buongiorno, fatto ricorso a decembre 2015 dai CAF della CISL, fino oggi non recevuto risposta, mi proocupa che passati 90 gg. cosa sucede?

    • La Redazione ha detto:

      Il ricorso è in autotutela e blocca il procedimento. Conservi però la ricevuta ed il numero di protocollo che documenti la data del ricorso

  32. laura ha detto:

    Salve mia madre ha ricevuto a novembre la lettera di recupero, e solo ieri mi é stata mandata la lista de medicinali da lei acquistati. Ora, ammesso che il reddito di mia madre nel 2010 fosse superiore al limite stabilito, non potrebbe esserci rientrata per età ( nel 2010 aveva 68 anni)? E poi un acquisto risulta essere fatto in una farmacia lontana dalla nostra zona di residenza e mai frequentata, dove mia madre ha già detto di non essere mai stata. In più, per 16 euro di ticket me ne sommano €25 di spese amministrative. Ma tutto ciò è normale? Io sapevo che passati 5 anni tutto cade in prescrizione, come possono chiedere un rimborso ormai risalente a 6 anni fa, senza neanche copia della prescrizione medica o altro che attesti il fatto? Cosa mi consigliatedi fare? Grazie

    • La Redazione ha detto:

      Le suggeriamo di presentare il ricorso che trova in allegato all’articolo. La Legge di Stabilità 2016 ha cambiato il termine di prescrizione innalzando la notifica entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla contestazione fiscale (prima era del quarto anno). In ogni caso, la nostra risposta è “Sì”, la eventuale evasione è prescritta. Anche perchè “Il recupero delle presunte omesse somme legate al ticket sanitario per prestazioni assistenziali hanno prescrizione biennale in quanto, (sentenze n. 23800/2004 e n. 21555/2005 della Corte di Cassazione) le stesse sono svincolate alle norme che regolano i rimborsi delle imposte sui redditi, stabilendosi, pertanto, che il termine è quello decadenziale previsto dall’articolo 21 del D.lgs n. 546/1992, decorrente dalla data dell’indebita omissione” cone evidenziato dalle motivazioni del nostro ricorso elaborato dal gruppo di esperti.

  33. ha detto:

    Salve. Ho usufruito del codice E02 per gli anni 2011 e 2012. A dicembre 2014 la ASL mi comunica che non rientro nella fascia di reddito che ha diritto all esenzione, così provvedo tempestivamente a saldare il conto con la ASL per gli anni 2011 e 2012. Una settimana fa, il 24/06/2016, la Guardia di Finanza, mi modifica una sanzione amministrativa pari al triplo della somma indebitamente percepita per quegli anni. Leggendo il ricorso di Assotutela però mi vengono dei dubbi: la prescrizione è di 2 o 5 anni? Vorrei sapere se la sanzione amministrativa è leggittima visto che è stata fatta su una somma forse prescritta. Nel caso fosse illeggittima cosa dovrei fare ? A chi rivolgermi? Grazie.

  34. Marina ha detto:

    Salve a me sono arrivate da pagare per il 2009/2010, 1300 euro per varie analisi, ho portato tutto al padronato dove un avvocato mi segue, io per certe prestazioni ho la 028 per patologia il LES, e quella per reddito che secondo loro non mi aspetta ma hanno fatto tutto un fascio.. Non hanno mai risposto spero conteggiano tutto e mi fanno pagare solo la differenza. Perchè non rispondono andrà in prescrizione?

  35. Marina ha detto:

    Grazie della risposta

  36. Marina ha detto:

    Ultimo aggiornamento mi ha chiamato il’avvocato del patronato azzeccagarbugli che devo pagare tutto che noi italiani abbiamo capito male per dichiaravamo con Isee ( ciò che chiedevano ) invece loro hanno preso in considerazione Irpef di mio padre, le 028 che avevo fatto sono sparite e hanno messo tutte 002 che non mi competeva ma guarda un pochino che strano questi conteggi che hanno fatto.

  37. Raffaele ha detto:

    Su un importo di 13 euro mi hanno inviato una cartella di 39.54 euro, ho richiesto i farmaci ma non trovo riscontro con i scontrini in mio possesso, vi posto la risposta della Regione …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….Gentile Signor x,

    preso atto del reclamo in autotutela presentato per conto di……….,
    si evidenzia quanto segue.
    In primo luogo, appare opportuno rilevare come l’azione di recupero regionale sia preordinata al recupero del solo beneficio conseguito, in conformità a quanto stabilito dall’art. 316-ter c.p., e pertanto in misura significativamente inferiore a quella massima richiamata dalla medesima disposizione (“triplo del beneficio conseguito”).
    Con riferimento all’asserito rilievo circa il non regolare svolgimento delle verifiche tributarie necessarie all’accertamento della violazione in questione, è doveroso precisare come la fonte informativa utilizzata siano le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate negli anni 2009 e 2010 e riferite agli anni di imposta 2008 e 2009, in conformità a quanto stabilito dall’art. 8 della L. 24 dicembre 1993, n. 537, acquisite in via telematica dalla competente Agenzia delle Entrate, sulla base di uno specifico accordo convenzionale sottoscritto con la Scrivente Amministrazione.
    Inoltre, giova rilevare come la Delibera di Giunta Regionale n. 157 del 14.04.2015 abbia individuato l’avviso bonario quale prima fase del procedimento di recupero in questione proprio con l’obiettivo di favorire il contraddittorio con il cittadino, consentendo allo stesso di regolarizzare spontaneamente la propria posizione e/o di presentare all’amministrazione l’eventuale documentazione idonea alla rideterminazione o all’annullamento della pretesa regionale.
    Quanto ai rilievi posti in relazione alla presunta natura biennale del termine prescrizionale in questione, la scrivente Amministrazione non può omettere di rilevare le gravi imprecisioni, e conseguentemente l’infondatezza, contenute nelle motivazioni addotte
    In primo luogo, è necessario rilevare come i riferimenti alle sentenze della Corte di Cassazione n. 23800/2004 e n. 21555/2005 siano stati travisati, per i seguenti motivi.
    Preliminarmente, le sentenze in questione non affrontano il tema della prescrizione del diritto a riscuotere da parte dell’Amministrazione, quanto il diritto al rimborso di contributi versati da parte di un contribuente. Inoltre, in tali sentenze oggetto di argomentazione è il contributo per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 31, commi 8, 9 e 11, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e successive modificazioni (cd. “tassa sulla salute”), ovvero un prelievo, in misura proporzionale ed indistinta, a carico delle retribuzioni imponibili dei lavoratori dipendenti di tutti i settori, pubblici e privati, e non il contributo per la compartecipazione del cittadino alla spesa sanitaria di cui all’art. 8 della L. 24 dicembre 1993, n. 537, dovuto dal cittadino in relazione all’effettuazione di specifiche prestazioni sanitarie.
    Si rammenta, in tale contesto, come proprio in ragione del carattere generale dell’articolo 2946 del codice civile, in assenza di una specifica e diversa disposizione di legge, “i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni”.
    Sulla base delle motivazioni suesposte, ed in assenza di specifica documentazione idonea a dimostrare la non debenza delle somme in questione, si comunica che il reclamo non può essere accolto.
    Cordiali saluti

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