Ortoterapia, quali vantaggi per i pazienti: il caso Ostia nei reparti di Psichiatria e di Pediatria (VIDEO)

C’è un posto in Italia dove la cura dell’orto costituisce da tempo un valido strumento di cura, la cosiddetta ortoterapia. Si tratta dell’ospedale “Giovan Battista Grassi” di Ostia, la cittadina costiera di Roma. Nel nosocomio questa tecnica si sperimenta da quattordici anni con successo nel reparto di Psichiatria e da ora è estesa anche in quello di Pediatria.

Il Reparto Psichiatrico del “Grassi”, che dispone di 13 posti letto per ricovero volontario o in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio, dal luglio 2003 è esempio unico in Italia per il suo progetto di ortoterapia svolto con i pazienti in fase acuta. Questa “terapia”, distinta da una terapia in senso classico, ha come obiettivo promuovere tra i pazienti ricoverati la riabilitazione psicologica, motoria e sensoriale invitandoli alla socializzazione e all’integrazione sociale. Coinvolgere le persone in un’attività fisica, in un lavoro di cura delle piante e di contatto con la terra, stando ai sanitari del “Grassi” stimola le capacità percettive e sensoriali, accresce la fiducia in se stessi con un’attenzione alla dimensione estetica e sensoriale rilassante.

Nel reparto di Pediatria del “Grassi”, il progetto di Ortoterapia “Quando insieme alle piante germoglia l’anima dei bambini. Un seme, una pianta, un fiore” è attivo dal novembre 2017. Nella struttura sanitaria destinata ai bambini, l’Ortoterapia integra i progetti Prevenzione dell’Obesità Pediatrica e i Prime Mille Giorni di Vita, già avviati dalla Asl Roma 3. Il progetto “Ortopedia”, che si raccorda con le scuole territoriali e il teatro comunale, ha come ruolo centrale un terreno incluso nel cortile interno del reparto nel quale infermieri e volontari hanno allestito un vero orto della superficie di un centinaio di metri quadrati.

L’ortoterapia serve nel bambino a sviluppare la cultura della buona cucina e dei prodotti naturali che contrasta gli errori alimentari come, per esempio, l’eccesso di assunzione di zuccheri che porta anche da noi ormai all’obesità sempre più diffusa – spiega il primario di Pediatria, Marco Bonci (montaggio video di Elisa Palchetti) – E’ un utile ed educativo passatempo anche per i bimbi che non sono in perfetta salute”.

Tra i vantaggi che si ottengono nei bambini dalla pratica dell’ortoterapia c’è l’aumento della percezione di se stessi: il bambino acquisisce abilità e competenze che rafforzano la percezione delle sue abilità. Inoltre, il piccolo migliora la capacità di apprendimento: impara il nome delle piante, la ciclicità delle stagioni, i tempi della semina e della raccolta, organizza lo spazio nell’orto, viene stimolato nella concentrazione e nella memoria. Si ottiene, poi, il rafforzamento dell’autostima: il bambino ha un ruolo attivo e può vedere e gustare i frutti del suo “lavoro”. Inoltre l’orto è uno spazio per la socializzazione: il bambino si sente parte di un gruppo che ha i suoi stessi obiettivi. Infine, si ha lo stimolo al movimento: scavare, seminare, annaffiare, potare e raccogliere i frutti sviluppa la motricità, il coordinamento occhi-mani e la forza nelle braccia.

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