Operato a 102 anni: “L’intervento di cataratta non ha limiti di età” (VIDEO)

Chi pensava che gli interventi di chirurgia oculistica, in particolare alla cataratta, abbiano limiti di età è smentito dall’operazione effettuata il 10 novembre a Ostia dal dottor Luigi Marchione. Il chirurgo ha rimosso la cataratta ad un paziente di 102 anni senza problemi o complicazioni.

L’operazione è stata effettuata in chirurgia ambulatoriale presso la clinica “Villa del Lido” a Ostia, quartiere marittimo di Roma. Il paziente, Dante De Cristofaro, accompagnato dai familiari, è stato assistito dall’equipe anestesiologica della struttura sanitaria anche se l’intervento è stato svolto come da protocollo ovvero mediante istillazione di anestetico locale e quindi con il malato sveglio e cosciente.

L’equipe guidata dal dottor Marchione ha effettuato la rimozione e sostituzione del cristallino dell’occhio sinistro in poco più di venti minuti. “L’intervento è stato limitatamente complesso – riassume il chirurgo oculista – Il paziente presentava un glaucoma neovascolare quindi si è presentata qualche difficoltà nel dilatare e nel ripulire il campo operatorio per una piccola emorragia”.

Per il dottor Marchione, circa tremila interventi di cataratta in oltre trent’anni di attività, si tratta di un record di anzianità dei pazienti. “A questa età non ci sono possibili complicazioni di entità severa – sostiene – Si possono presentare un po’ di emorragia ed un eventuale ipertono ma basta tenere il malato sotto stretto controllo”. Si tratta di una notizia rassicurante, considerato che la cataratta colpisce una persona su cinque dai 65 anni in poi, uno su tre dopo 75 anni e quasi due su tre dopo gli 85. Tradotto in numeri assoluti, significa che decine di milioni di persone in tutto il mondo ne sono affette.

Negli Usa si stanno sperimentando gocce al lanosterolo, sostanza naturalmente prodotta dall’occhio: il principio attivo, già utilizzato nella gotta, permette di far regredire l’opacità del cristallino che è all’origine della cataratta. Il liquido sviluppato nel collirio dissolve le proteine ​​responsabili della opacità del cristallino ottenendo di ripristinare la sua trasparenza e limitare gli effetti della cataratta. Negli Usa già sono in vendita confezioni di lanosterolo per uso veterinario: sui cani adulti la somministrazione ha mostrato un significativo calo della cataratta ed il recupero della chiarezza cristallina.

Anche il dottor Luigi Marchione è convinto che quella del collirio a base di lanosterolo sia la strada per superare la patologia del cristallino senza effettuare l’intervento chirurgico ma ci vorrà tempo. “Dobbiamo avere ancora un follow up non molto ampio di questo prodotto in fase sperimentale – commenta Marchione – Probabilmente nel giro di qualche anno riusciremo a risolvere questo problema”.

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Giulio Mancini

Giornalista professionista, già collaboratore de Il Tempo e redattore de Il Messaggero, autore di volumi e pubblicazioni

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