Mandragora erba velenosa negli spinaci: bloccata la vendita in sette regioni

C’è la possibile presenza di mandragora (o mandragola) e quindi è classificata a rischio chimico la segnalazione ai consumatori lanciata dal Ministero della Salute riguardo alle confezioni da 500 grammi di spinacio lotto 24010864M2 a marchio “Buongiorno freschezza” prodotti  dalla “Ortoverde soc. agr. srl” nello stabilimento di Terranova dei Passerini in provincia di Lodi.  Il motivo del richiamo è la “probabile presenza di erba infestante velenosa (mandragola)”. Pertanto la raccomandazione è che il prodotto non venga assolutamente consumato. La Ortofin, del gruppo Finiper, che distribuisce il prodotto, è un’azienda che si occupa di vendita all’ingrosso di frutta e verdura. Tra i suoi clienti figurano le catene di supermercati Iper e U! Unes presenti con punti vendita nelle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Marche e Abruzzi.

La confezione “Buongiorno freschezza” da 500 grammi di spinaci oggetto del richiamo per rischio sanitario

La mandragola o mandragora autumnalis o autunnale è una pianta altamente tossica. Al suo interno sono stati individuati infatti principi attivi come la scopolamina, l’atropina e la josciamina, ed è spiegato con questo il suo potere narcotico e sedativo, analgesico e antidolorifico. La mandragora è, dunque, una pianta non commestibile dato che contiene degli alcaloidi, gli stessi che si trovano anche nella Belladonna altra pianta velenosa. Se assunta ad alte dosi, la mandragora provoca allucinazioni, vomito e problematiche gastrointestinali, pressione alta, tachicardia, convulsioni e in casi estremi anche la morte.

Spesso la mandragora viene confusa con la borragine, una pianta che è invece commestibile ed è largamente usata nelle insalate.

QUESTO E’ L’AVVISO diffuso dal Ministero della Salute. La comunicazione merita una considerazione: come si può ben vedere la data del richiamo è del 6 settembre e la sua pubblicazione è del 7 ma si riferisce a prodotti che hanno data di scadenza il 3 settembre. In poche parole l’allerta è assolutamente tardivo e chi l’aveva acquistata probabilmente ha già consumato quelle confezioni.

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