Malattia di La Peyronie o induratio penis plastica: in arrivo la cura per un milione di italiani

La malattia di La Peyronie, o Induratio Penis Plastica, ovvero la curvatura idiopatica estrema dell’organo sessuale maschile fino al punto di impedire il rapporto sessuale, è in enorme crescita nel mondo. In Italia si arriva a calcolare che ne soffra almeno un milione di uomini, molti dei quali non diagnosticati o sottotrattati, nonostante notevoli progressi siano stati fatti per la cura della malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica.

Ad essere prevalentemente colpita è la popolazione fra i 50 e i 70 anni ma la Malattia di La Peyronie, che avrebbe origine autoimmunitaria, può insorgere a tutte le età. Nei soggetti predisposti, la formazione di una placca di tessuto fibroso provoca una caratteristica curvatura del pene con un conseguente accorciamento, dolore, problemi durante l’erezione e un peggioramento della qualità di vita. Questi problemi, sia fisici che psicologici, sono stati trattati a fondo nel corso del 90º congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU), che si è tenuto a Napoli dal 7 al 10 ottobre. Più specificatamente il tema “La terapia medica nella malattia di La Peyronie” è stato affrontato venerdì pomeriggio nell’Auditorium Totò nel corso del dibattito sugli Hot topics in andrologia.

“Una curvatura del pene superiore ai 30 gradi è incompatibile con una buona penetrazione, e più è grave l’incurvamento, più aumentano il fastidio e il dolore nell’area della placca”, ha spiegato il professor Vincenzo Mirone, segretario generale della SIU e professore ordinario di Urologia all’Università “Federico II” di Napoli. “Il trattamento di prima linea per la malattia di La Peyronie prevede l’uso delle onde d’urto (come per la cura dei calcoli): in caso di inefficacia si può puntare sulla collagenasi di Clostridium histolyticum iniettata intraplacca, e infine sulla chirurgia ricostruttiva, con l’applicazione di patch autologhi o eterologhi”, prosegue Mirone. A Roma il professor Antonino Laganà adotta questo diverso protocollo con ottimi risultati.

L’uso della chirurgia, fortunatamente, sta diventando sempre più raro proprio per l’efficacia e la semplicità d’utilizzo della collagenasi, indicata nel trattamento dei pazienti adulti. “Le prime evidenze di ‘real life’ relative all’utilizzo del nuovo farmaco continuano a confermare i risultati ottenuti nei trial clinici”, continua lo specialista. “A 10 mesi dalla sua commercializzazione, sono stati trattati oltre 120 pazienti in tutta Italia: nella casistica che ho presentato, riferita ai pazienti da me trattati, si è verificato un miglioramento medio della curvatura del pene del 32%, confermando i dati provenienti dalle sperimentazioni”.

La collagenasi di Clostridium histolyticum (prodotta e commercializzata dalla Swedish Orphan Biovitrum AB) è un enzima – utilizzato anche per la cura della malattia di Dupuytren (flessione progressiva e permanente di uno o più dita della mano)– che permette di “sciogliere” la placca di collagene. La sua infiltrazione da parte di un medico addestrato a farlo e che abbia un’approfondita conoscenza della malattia e del suo trattamento, associata ad esercizi di modellamento del pene, favorisce quindi la correzione della curvatura.

Ad oggi il trattamento con collagenasi è iniziato presso diversi Centri italiani, e sempre più pazienti che soffrono della malattia e si presentano presso i nostri studi per una visita, chiedono di poter essere trattati con questa innovativa terapia medica, anziché dover essere candidati ad un intervento chirurgico”, conclude il prof. Mirone.

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