Induratio penis o malattia di La Peyronie, rischio cancro moltiplicato

Gli uomini affetti da Induratio penis plastica o malattia di La Peyronie (PD) o pene curvo sono a maggior rischio di tumori maligni incluso il cancro allo stomaco e ai testicoli. A sostenerlo sono i ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston che suggeriscono ai pazienti un’ulteriore sorveglianza dopo la diagnosi e il trattamento per il PD.

La Induratio penis plastica o PD è una malattia del tessuto connettivo che colpisce circa il 10% degli uomini. È causata da tessuto cicatriziale che si sviluppa sotto la pelle del pene, che causa una curva anormale durante l’erezione e può determinare problemi durante il rapporto sessuale fino quasi a impedirlo. La causa sottostante non è ben definita, ma si pensa che sia causata da un trauma al pene attraverso il rapporto sessuale o durante l’attività fisica.

Un’immagine per sensibilizzare gli uomini negli Usa a intervenire alle prime manifestazioni della malattia di La Peyronie

Nella pubblicazione dal titolo “Increased risk of cancer among men with peyronie’s disease” (il link è in fondo alla pagina) il dott. Alex Pastuszak e colleghi riferiscono di aver esaminato il rischio di cancro in un ampio gruppo di uomini colpiti dalla malattia di La Peyronie. Usando il database di segnalazioni di Truven Health MarketScan, hanno identificato 48.423 uomini con PD, quasi 1,2 milioni di uomini con disfunzione erettile (ED) come gruppo di controllo interno secondario e 484.230 controlli effettuati. In media, gli uomini di età compresa tra i 48 ei 50 anni sono stati seguiti per poco più di 4 anni, con oltre 7 milioni di anni di follow-up. Gli uomini con ED erano più inclini ad essere obesi, a fumare e ad avere ipertensione, iperlipidemia o diabete rispetto agli uomini con PD e gruppo di controllo. Rispetto agli uomini con ED, gli uomini affetti da PD avevano significativamente aumentato il rischio di sviluppare il cancro allo stomaco (più 43%), il melanoma (più 19%) e il cancro ai testicoli (più 39%), così come tutti i tumori in generale (più 10%). I risultati di questo studio sono stati illustrati il 31 ottobre alla riunione annuale della American Society of  Reproductive Medicine. Durante una conferenza stampa pre-incontro, il dottor Pastuszak ha detto: “Abbiamo preso questo dato clinico e cercato di tradurlo in dati genetici reali che dimostrano un aumento del rischio negli uomini con malattia di Parkinson e di Dupuytren. Abbiamo sequenziato a fondo un padre e un figlio entrambi con malattia di Peyronie e Dupuytren, e abbiamo scoperto che entrambi avevano una serie di geni che li predispongono a cancri sia genitourinari sia urologici, e il cancro del testicolo è all’interno di quel gruppo, così come i tumori allo stomaco“. Prosegue poi il dottor Pastuszak:  “Quando abbiamo scavato ancora più a fondo e confrontato questo insieme di dati con i geni che sono stati specificamente contrassegnati nell’atlante del genoma del cancro, abbiamo trovato una preponderanza di soppressione dei geni oncosoppressori o sovraregolazione degli oncogeni. Abbiamo trovato mutazioni in questo distico padre e figlio in questi tipi di geni specificamente nel melanoma, nei testicoli e nel cancro alla prostata. Mentre abbiamo ancora bisogno di convalidare alcuni di questi risultati e tradurli dal laboratorio alla popolazione clinica, questi dati forniscono un forte legame sia clinicamente che a livello genetico tra PD e Dupuytren sia nelle condizioni di fibrosi che nella malignità negli uomini“.

In una nota ufficiale emessa dall’Osservatorio Malattie Rare, il Prof. Nicola Mondaini, docente di Andrologia e Farmacologia all’Università di Firenze e Consigliere della Società Italiana di Andrologia , “vuole rassicurare i pazienti ricordando che i dati sono preliminari, lo studio ha avuto critiche dalla comunità scientifica, non ci sono conferme e nella sua grandissima esperienza professionale su tale patologia sono stati pochissimi i casi in cui era presente una componente oncologica”. “Lo studio in oggetto è a mio parere molto lacunoso in quanto include patologie diverse associate ad altre patologie ossia disfunzione erettiva a sua volta associata a fumo, obesità, dislipemia ecc. Tali patologie è noto possono indurre di per se squilibri e tumori  – concorda il professor Antonino Laganà, docente all’università “La Sapienza” di Roma, andrologo ospedaliero e consulente dell’Aied di Roma – Come dire non possiamo paragonare le patate e le melanzane. Notizie più certe si avrebbero in un ipotetico gruppo affetto da PD senza altre patologie ovvero trovare almeno 500 sessantenni con Induratio penis plastica sani come pesci. Insomma, è difficile avere numeri statisticamente significativi“.

Lo stesso prof . Mondaini ha presentato a Firenze i risultati di una sperimentazione clinica della collagenasi di Clostridium histolyticum per la cura del pene curvo. “L’arrivo di questo nuovo trattamento – commenta Mondaini – ha rivoluzionato le aspettative dei pazienti, per i quali è finalmente auspicabile un miglioramento oggettivo della curvatura peniena, evitando interventi chirurgici complessi.Duecento i pazienti trattati nel primo anno in Italia, oltre il 50% proprio a Firenze, con un’età media di 54 anni, il più giovane di 15 anni a confermare la possibile predisposizione genetica della malattia; 96% i pazienti con un miglioramento oggettivo, 80% quelli contenti del risultato che consiste in un miglioramento medio di 20 gradi con punte fino a 40”. “Per l’occasione la Società Italiana di Andrologia SIA ha deciso di far partire proprio da Firenze un corso itinerante rivolto ai giovani uro-andrologi, con l’obiettivo di insegnare questa tecnica mininvasiva per utilizzare questo farmaco”, ha annunciato il Dr. Andrea Cocci, responsabile Giovani Andrologi della SIA.

QUESTO E’ LO STUDIO effettuato dal Baylor College of Medicine di Houston sul rapporto tra cancro e Induratio penis plastica o pene curvo o Malattia di La Peyronie.

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Giulio Mancini

Giornalista professionista, già collaboratore de Il Tempo e redattore de Il Messaggero, autore di volumi e pubblicazioni

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