Gonfiore di pancia e dolori da colon irritabile: ecco la dieta no-FODMAP

COLON.IRRITABILECon la dieta a basso contenuto di FODMAP la pancia si sgonfia della metà in un anno e si dimezzano in un mese i dolori addominali. Sono i risultati di una ricerca tutta italiana, condotta presso l’Università La Sapienza di Roma, nel contrasto della Sindrome dell’Intestino Irritabile, meglio nota come il colon irritabile, un disturbo cronico, che riguarda 5-6 milioni di persone solo in Italia, cioè circa il 10-12% della popolazione generale.

LA SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE

Questa condizione, facilmente riconoscibile per la tipica caratteristica che il dolore, in genere, diminuisce o scompare dopo l’ evacuazione, dipende da un intestino non esattamente patologico ma che “funziona male”. Il colon irritabile, che si manifesta con sintomi soprattutto dopo i pasti, soprattutto se abbondanti e consumati di fretta, ha anche un’altra dominante: la presenza concomitante e cronica dei tre disturbi tipo ovvero gonfiore, dolore e stipsi/diarrea. La sindrome dell’intestino irritabile può dipendere essenzialmente da due aspetti: A) fattori ereditari ovvero la presenza nella storia familiare della persona, di almeno un parente con lo stesso tipo di disturbi; B) fattori ambientali: quelli con un peso maggiore, nell’aggravare o contribuire alla comparsa dei sintomi, sono l’alimentazione e lo stress.

COME CONTRASTARLO A TAVOLA

Gli specialisti tra i fattori ambientali trovano con frequenza costante nei pazienti affetti da colon irritabile, le cattive abitudini alimentari: pasti consumati rapidamente, pietanze eccessivamente cariche di grassi, piatti a base di cibi raffinati, poveri di verdure e fibre. Nonostante molte persone seguano una dieta corretta, poi, continuano a presentare la sintomatologia propria del colon irritabile: in questi casi l’origine è in fattori di natura psicologica. “L’ambiente in cui si vive e lo stile di vita che si segue possono favorire la comparsa dei sintomi, ma l’elemento più evidente è lo stress psicologico, spesso accompagnato da stati di ansia o da mutamenti nel tono dell’umore” segnala il professor Enrico Stefano Corazziari, Membro fondatore, e Membro della International Liaison Committee, della Rome Foundation.

Sotto la guida di Corazziari, responsabile dell’ dell’unità di Gastroenterologia A, dipartimento di Medicina interna a La Sapienza di Roma, un team di ricercatori ha condotto uno studio presentato all’Expo 2015 di Milano nel corso del workshop “La migliore educazione alimentare”. Un gruppo di pazienti affetti da colon irritabile è stato sottoposto ad una dieta “anonima”, ovvero non sapevano quale tipo di alimento stessero mangiando. Si trattava di una dieta a basso contenuto di alimenti FODMAP (acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols ). “Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone. Tuttavia lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi, e seguite per un periodo medio eccezionalmente lungo per questo tipo di studi: oltre 2 anni in media – segnala il prof. Corazziari – Lo studio è stato condotto su persone con intestino irritabile ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”.

Nel corso della sperimentazione, dopo il primo anno di dieta si è registrata una diminuzione del gonfiore del 50%, che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66%. Il dolore addominale diminuisce del 40%dopo un mese di dieta e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi. QUI PUOI LEGGERE l’estratto dello studio pubblicato dalla Società Italiana Endoscopia Digestiva Sied.

EVITARE CIBI AD ALTA FERMENTAZIONE

Le conclusioni sono che nella sindrome dell’intestino irritabile il nemico numero uno è la fermentazione. Va evitata l’ingestione di FODMAP, quindi carboidrati a catena corta, che possono essere di difficile digestione per persone particolarmente sensibili, e che sono contenuti nel grano, nel latte e derivati, in molti frutti (pere, mele, cocomero, ciliege), in vari vegetali (carciofi, cavolfiore, asparagi, cipolla, aglio), e dolci (miele, succhi di frutta, alcuni dolcificanti artificiali). Tra gli zuccheri “fermentanti” vanno eliminati fruttosio, lattosio, fruttano e galattano. I polioli includono il sorbitolo, il mannitolo, lo xilitolo e il maltitolo.

COME SGONFIARE LA PANCIA E RIDURRE IL DOLORE

Al contrario per “sgonfiare” la pancia viene suggerito di consumare, tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine, di preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso, non dimenticare di mangiare ad ogni pasto la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola. Tra le verdure, privilegiare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca. Incrementare l’assunzione di pomodoro, alimento ricco di licopene. Infine, come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e zuccheri che non terminano con la desinenza “–olo”.

LE DIETE CHE VANNO “DI MODA”

Ogni stagione ha le sue mode, anche nel campo delle procedure suggerite per il dimagramento. In questo periodo suscita attenzione e fa grande proselitismo La dieta del dottor Mozzi. Gruppi sanguigni e combinazioni alimentari basata sulla diversificazione di cibo a seconda dell’appartenenza ad un dato gruppo sanguigno.  Promette di far perdere 10 kg in quattro settimane la La dieta del supermetabolismo applicata in diversi centri di cura non solo per dimagrire ma anche per combattere diabete, malattie metaboliche e croniche. La dieta SCARSDALE: Come perdere 7 kg in 14 giorni continua a riscuotere successo ancora oggi a quasi 40 anni di distanza: è una dieta iperproteica, low-carb e low-fat che fa perdere peso velocemente. Infine la controversa ma diffusissima La dieta Dukan dei 7 giorni  basata sul metodo dolce della Scala Nutrizionale, che si rivolge a chiunque abbia un sovrappeso inferiore ai 15 chili, non abbia urgenti problemi di salute, e preferisca quindi dimagrire a un ritmo più consono alla sua indole.

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1 Response

  1. Umberto Tarozzi ha detto:

    Egr.Prof.Corazziari, Bologna, 14/07/2017
    Soffro da anni di colon irritabile, ho 87 anni, non sono obeso e non ho la pancia gonfia. L’intestino tende alla stipsi più che a diarrea. Nostante segua una dieta povera, i disturbi si presentano soprattutto di notte, con dolori che mi svegliano assieme a palpitazioni. Vado in bagno, urino e tutto passa, fino ad un nuovo risveglio, a volte ripetuto anche due volte per notte.
    Ho letto su Repubblica del 4/7 u.s.la sua intervista con Simone Valesini, molto interessante, con il riferimento a due nuove molecole sperimentate che potrebbero essere utili per ridurre i dolori. Potrei conoscerne il nome e le dosi? Io attualente assumo da tempo giornalmente prima dei due pasti principali una pillola di Debridat 150. Debbo continuare? La ringrazio per l’attenzione. Umberto Tarozzi.

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