Dieta vegetariana e mediterranea: non sempre si prevengono le malattie cardiovascolari

Com’è noto diversi studi hanno dimostrato che un regime vegetariano e la dieta mediterranea proteggono la salute cardiovascolare, escludendo le carni rosse e favorendo il consumo di frutta, verdura e legumi. Ma se una dieta vegetariana deve essere ben bilanciata per evitare carenze, è altrettanto importante scegliere i prodotti vegetali che la compongono. Altrimenti, si rischia ugualmente di mettere in pericolo il cuore e le arterie, segnala il nuovo studio “Not all plant-based diets are healthy” condotto da ricercatori della Harvard T. H. Chan School of Public Health.

OLTRE 200MILA PERSONE SEGUITE PER VENTI ANNI

L’indagine condotta dagli studiosi statunitensi evidenzia che non tutte le diete vegetariane sono uguali se gli alimenti scelti sono di scarsa qualità nutrizionale. I ricercatori hanno seguito 200.000 adulti per oltre venti anni: si tratta dei dati provenienti da tre diverse indagini, una su 73mila donne, un’altra su 92.329 donne e una terza su 43.259 uomini. I ricercatori hanno scoperto che coloro che avevano aderito ad un regime vegetariano ricco di cibi sani, come cereali integrali, frutta, verdura, noci e legumi, erano a rischio di malattie cardiache significativamente inferiore rispetto a quelli con una dieta vegetariana che includeva cibi meno sani come i cereali raffinati, dolci e bevande analcoliche.

In realtà, finora, gli studi si limitavano a fare il confronto tra una dieta vegetariana e una dieta che include la carne, trattando tutti gli alimenti vegetali nello stesso modo, anche se alcuni sono di scarsa qualità e quindi associati ad un rischio di malattie cardiache . Per superare questa limitazione, i ricercatori hanno creato tre versioni di una dieta vegetariana.

Il primo è un piano globale che si è concentrato sul consumo di alimenti di tipo vegetale riducendo l’apporto di carne, senza eliminarla completamente. Il secondo è una dieta vegetariana che si focalizzata sul consumo di alimenti sani di tipo vegetale come i cereali integrali, la frutta e la verdura. Il terzo è un regime che si è concentrato sul consumo di vegetali ma in forma lavorata come i cereali raffinati.

Dallo studio sono stati esclusi tutti i partecipanti con il cancro e con malattie coronariche, come lo sono stati coloro che hanno avuto un ictus. Durante il follow-up, 8.631 (su 200mila) partecipanti hanno sviluppato una malattia coronarica. Nel complesso, l’adesione ad una dieta vegetariana è stato associata ad un minor rischio di malattie cardiache. Questo era particolarmente vero per le persone la cui dieta corrispondeva al secondo dei tre profili di dieta.

Tuttavia, nella dieta vegetariana che ha incluso alimenti non salutari (bibite, cereali raffinati, patate, dolci) ha provocato l’effetto opposto. “E‘ chiaro che vi è un’ampia variazione nella qualità nutrizionale degli alimenti vegetali, ciò che rende cruciale la messa in debito conto della qualità del cibo in una dieta vegetariana“, spiegano i ricercatori.

NIENTE CARNE NON SIGNIFICA SALUTE SICURA

Riguardo al primo tipo di dieta, è tutto poco chiaro. Le persone che seguono una dieta sana basata sui vegetali, anche se comprendeva alimenti di origine animale, hanno avuto minor probabilità di morire durante il periodo di studio rispetto a quelli che hanno seguito una dieta senza carne, ma poco sana perché inclusiva di molti alimenti trasformati.

Chiaramente, la rimozione della carne non porta necessariamente ad una dieta più sana per il cuore se sul piatto restano i cibi di bassa qualità nutrizionale. Il punto, dunque, è sapere scegliere i vegetali di qualità nella forma meno lavorata e più originaria possibile. “Lo studio è incoraggiante, nel senso che non c’è bisogno di eliminare completamente la carne dalla dieta per un cuore sano“, concludono i ricercatori. Lo studio, in qualche modo contraddice ciò che QUESTI RICERCATORI poco tempo fa hanno sentenziato rispetto al consumo di proteine animali. Altra cosa, ovviamente, è la questione legata al rifiuto di consumare carne animale per ragioni etiche ed ecologiche.

In tema di malattie cardiovascolari, le patologie che sono al primo posto nelle cause di mortalità nel mondo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il modo migliore per evitare che queste insorgano bisogna basarsi sul “ridotto consumo di grassi saturi e trans, e su una quantità sufficiente di acidi grassi polinsaturi, frutta e verdura con una dieta povera di sale. Senza dimenticare di  combinare una dieta equilibrata con la pratica regolare di attività fisica.

QUESTO E’ L’ESTRATTO della ricerca della Harvard T. H. Chan School of Public Health

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