Dermatiti e micosi, attenzione alla biancheria intima: per prevenire arriva Dermasilk

E’ l’estate la nemica della pelle, non solo per le affezioni legate all’eccessiva esposizione ai raggi UVA (rischio di sviluppare melanoma) e non solo per l’evidenziazione della vitiligine in chi ne soffre ma anche per le forme micotiche e irritative provocate soprattutto nelle parti intime.

LE DERMATITI

E’ nei casi di particolare sensibilità cutanea che durante il periodo estivo si manifestano e si aggravano forme di dermatite e di micosi che spesso si concentrano nelle zone del corpo più soggette come l’inguine, le ascelle e le parti intime. Per queste ragioni la scelta dell’abbigliamento intimo diventa importante, specie se si usano con frequenza i costumi da bagno, realizzati quasi esclusivamente con tessuti sintetici.

Per ridurre rischi e persistenza delle irritazioni è bene evitare:

  • l’intimo colorato, soprattutto con coloranti a dispersione;
  • l’intimo in fibre sintetiche (es. microfibra di poliestere, nylon o poliammidee quello in fibre artificiali (es. viscosa, modal/micromodal, e tutte le fibre che derivano dal riciclo di scarti vegetali o animali come alghe, bamboo, soia, crostacei, etc.) perchè, non assorbendo e/o non cedendo umidità in misura sufficiente, creano un ambiente caldo umido che, nella donna, altera l’ecosistema vaginale e favorisce le infezioni batteriche e micotiche;
  • l’intimo con trattamenti antiodore o antibatterici “a rilascio”. Pochi sanno che la maggior parte dell’intimo in fibra sintetica e artificiale (ma anche il cotone, soprattutto se elasticizzato) viene trattato con sostanze antibatteriche “a rilascio” (es. argento, zinco, triclosan) allo scopo di ridurre la proliferazione batterica e il conseguente sviluppo di cattivi odori sul tessuto. Tali sostanze, che spesso non sono indicate in etichetta, vengono assorbite gradualmente dalla pelle alterandone la flora microbica residente, che rappresenta la principale difesa di cute e mucose contro l’aggressione dei microrganismi patogeni.

La dermatite atopica è una malattia cutanea infiammatoria con andamento cronico recidivante che solitamente alterna fasi acute a fasi di remissione. I sintomi con cui si manifesta sono prurito, arrossamento, secchezza cutanea, lesioni eczematose e crosticine dovute al grattamento. Nella sostanza la pelle perde quell’effetto barriera che è naturale, rilasciando liquidi e permettendo l’ingresso di sostanze estranee. Il paziente atopico ha quindi una pelle ipersensibile e iper-reattiva che si infiamma facilmente se viene esposta ad allergeni o sostanze irritanti come l’acaro, il pelo degli animali domestici (cane e gatto) e se è a contatto con tessuti irritanti.  Dati recenti segnalano che sono in drammatico aumento le forme di dermatite da contatto dovute ai tessuti e in particolare all’abbigliamento che indossiamo a diretto contatto con la pelle. La dermatite da contatto causata da tessuti si manifesta spesso in zone umide come le pieghe (es. le ascelle, la zona inguinale e il solco sottomammario) e nelle aree più soggette a frizione, come ad es. la parte interna delle cosce. Questo perché sia la sudorazione che la frizione favoriscono molto la penetrazione attraverso la cute degli allergeni contenuti nei tessuti. Per questo stesso motivo, la dermatite da contatto da tessuti tende a manifestarsi di più in estate e nelle persone in sovrappeso.
Tra le sostanze presenti nei tessuti più comunemente causa di questa problematica, vi sono i coloranti, in particolare i cosiddetti “dispersi” utilizzati per tingere le fibre sintetiche e miste, ma anche alcune sostanze di “finissaggio” con funzione antipiega (es. la formaldeide) e ancora detergenti e ammorbidenti che servono a rendere più piacevole al tatto il tessuto.
Il ruolo dei coloranti dispersi sembra comunque preponderante nell’insorgenza di dermatite da contatto da tessuti, visto che da recenti studi condotti in Italia emerge che su un campione di migliaia di persone affette da dermatite e sottoposte a test allergologico, all’incirca il 7% risulta allergico proprio a questa classe di coloranti. Ma a destare una preoccupazione ancora maggiore è il dato che l’allergia ai coloranti dispersi sembra colpire circa il 4% dei bambini.

I TESSUTI DERMASILK

Per questo è molto importante scegliere accuratamente l’abbigliamento che mettiamo a diretto contatto con la pelle, prediligendo tessuti in fibra naturale (cotone, lino, seta) e privi di coloranti e finissaggi che rilasciano sostanze nell’ambiente e nella cute.

Pucci Romano, dermatologa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in un’intervista nella trasmissione “Geo e Geo” della Rai evidenzia il tessuto realizzato con la fibroina di seta. “La fibroina – spiega – è una proteina contenuta anche nella pelle. Il baco, quando produce la seta, produce una serie di sostanze tra le quali anche la fibroina: questa proteina è così affine alla pelle da avere addirittura un effetto antinfiammatorio. La fibroina mantiene e rispetta l’equilibrio della pelle”. Nelle linea della Dermasilk gli slip sono stati approvati persino dalla SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) “perché – spiega la dottoressa Romano – tutelano la mucosa vaginale al punto da prevenire le infezioni tipo candida”.

In Italia esiste una specifica linea cosiddette di abbigliamento terapeutico: si tratta della linea Dermasilk per persone che soffrono di disturbi o patologie cutanee. La sua efficacia deriva dalla combinazione delle proprietà benefiche della pura fibroina di seta, esaltate dalla lavorazione a maglia, con l’attività dell’antimicrobico permanente.



Sono innumerevoli le pubblicazioni relative all’efficacia terapeutica degli indumenti Dermasilk. Nello studio “A Randomized Double-Blind study to investigate the clinical efficacy of adding a non-migrating antimicrobial to a Special Silk Fabric in the Treatment of Atopic Dermatitis a 30 pazienti tra 3 e 31 anni d’età per quattro settimane sono stati fatti indossare indumenti di seta medicata Dermasilk e semplici indumenti di cotone. Le conclusioni sono che “Lo studio ha dimostrato l’importanza di aggiungere un antimicrobico permanente a una maglia di seta (tecnologia brevettata) per il miglioramento dei sintomi della dermatite atopica nel lungo termine. Ciò rende l’abbigliamento terapeutico “Dermasilk il più efficace, per la Dermatite Atopica, sia nei confronti del cotone, che della comune maglia di seta”. Lo studio conferma inoltre “l’utilità di DermaSilk anche nei pazienti adulti”.


Nello studio “Antimicrobial Silk Clothing in the Treatment of Atopic Dermatitis Proves Comparable to Topical Corticosteroid Treatment” sono stati arruolati 15 bambini con dermatite atopica moderata. Le conclusioni sono state che “non solo DermaSilk è superiore all’abbigliamento in cotone ma per efficacia clinica è addirittura paragonabile al trattamento standard con un potente corticosteroide topico”.


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